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"Giustizia per la morte di Filomena". L'avvocato dei familiari di Bruno: "Mi opporrò al rito abbreviato per Aghilar"

Depositati nuovi documenti, resta ‘sospesa’ l’udienza preliminare a carico di Cristoforo Aghilar, 37enne di Orta Nova, accusato di aver ucciso l'ex suocera. Le parti si aggiorneranno il prossimo 8 febbraio

 

Depositati nuovi documenti, resta ‘sospesa’ l’udienza preliminare a carico di Cristoforo Aghilar, 37enne reo-confesso di Orta Nova,  accusato di aver ucciso l'ex suocera Filomena Bruno, ad Orta Nova, il 28 ottobre 2019.

L’uomo, che fu anche tra i protagonisti dell’eclatante evasione di massa dal carcere di Foggia dello scorso 9 marzo, dovrà rispondere di omicidio premeditato e di stalking, quest'ultimo sia in danno della stessa vittima, che dei suoi due figli Miriana (ex convivente di Aghilar) e Nicola.

Le parti si aggiorneranno il prossimo 8 febbraio. Questo in seguito alla nuova documentazione prodotta e depositata in mattinata dal pubblico ministero Rosa Pensa, ovvero le risultanze del Ris su alcuni reperti biologici trovati in casa della vittima. In particolare, si tratterebbe dei 'peli da barba' rinvenuti nel bagno dell'appartamento della vittima, che comproverebbero - secondo l'accusa - la premeditazione del delitto.

A seguito di questi nuovi documenti, il difensore di Aghilar (quest'ultimo collegato in videoconferenza dal carcere di Reggio Calabria), l'avv. Marco Merlicco ha chiesto ed ottenuto un rinvio per esaminare gli atti, anticipando comunque la sua istanza di giudizio abbreviato, sulla quale il giudice deciderà alla prossima udienza, insieme alla richiesta di rinvio a giudizio del pm.

I parenti della vittima (i tre figli, l'anziana madre, un fratello e la cognata) si sono costituiti parte civile con l'avv. Michele Sodrio: "Ho formalizzato la mia costituzione di parte civile, anche se la nostra presenza nel processo è finalizzata ad arrivare alla giusta pena, più che ad un risarcimento materiale, che già sappiamo sarà ben difficile ottenere da Aghilar, che risulta nulla-tenente", spiega a FoggiaToday il legale.

"I miei clienti non erano presenti solo perchè le disposizioni anti-covid consentono le udienze unicamente alle parti tecniche. Già sapevo da qualche giorno che Aghilar era stato trasferito dalla precedente struttura (il carcere di Lecce), avendo appreso da mie fonti che si era reso protagonista di una grave aggressione contro un poliziotto penitenziario, confermando ancora una volta la sua indole violenta. Mi opporrò con tutte le forze alla concessione del giudizio abbreviato, dato che la nuova normativa non consente questo rito (che comporta lo sconto di un terzo della pena) per quei reati puniti con l'ergastolo", conclude il legale.

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