Cronaca

Consulente del lavoro ucciso a Manfredonia: sarà 'battaglia' sulla premeditazione tra accusa e difesa

Il legale dell'imputato, l'avv. Michele Sodrio: "Proporremo istanza di giudizio abbreviato. Il mio assistito è molto pentito per ciò che ha commesso, sia nei confronti della vittima che della sua famiglia"

Immagine di repertorio

Si terrà il prossimo 25 gennaio, davanti al giudice Armando Dello Iacovo, l'udienza preliminare per l'omicidio del consulente del lavoro Vincenzo Paglione, avvenuto a Manfredonia nella mattinata del 5 febbraio 2019.

Unico imputato è il 53enne Biagio Cipparano, reo confesso del brutale assassinio, consumato con oltre quindici coltellate contro la vittima, che si trovava all'interno del suo studio. Il pubblico ministero Marina Gravina contesta anche l'aggravante della premeditazione, perchè Cipparano avrebbe maturato la decisione di uccidere Paglione almeno dieci giorni prima del delitto, subito dopo avere scoperto l'esistenza di una relazione sentimentale tra la vittima e la sua ex moglie, dalla quale si era da poco separato.

Va ricordato che oggi non è più possibile beneficiare del rito abbreviato per delitti puniti con l'ergastolo (come nel caso dell'omicidio premeditato) e quindi se il gup riterrà fondata la contestazione dell'aggravante si andrà a dibattimento davanti alla Corte d'Assise di Foggia. E' proprio sulla premeditazione che ci sarà battaglia tra accusa e difesa.  "Nei giorni scorsi il mio cliente ha sostenuto un lungo interrogatorio davanti al PM, ripetendo ancora una volta che non c'è stata alcuna premeditazione e spiegando una serie di circostanze molto importanti", ha spiegato a FoggiaToday il difensore di Cipparano, l'avvocato Michele Sodrio (nella foto in basso).

"Ha anche ripetuto più volte tra le lacrime che è molto pentito e dispiaciuto per ciò che ha commesso, sia nei confronti della vittima che della sua famiglia. Ne discuteremo di certo all'udienza preliminare, dove intendo comunque proporre istanza di giudizio abbreviato. Io continuo a sostenere che le condizioni psicologiche di Biagio Cipparano escludono la possibilità che egli abbia potuto premeditare alcunchè e meno che mai un omicidio, che tra l'altro confessò spontaneamente dopo pochi minuti, presentandosi al commissariato di Manfredonia. Non credo che si debba andare a dibattimento per una vicenda del genere", conclude il legale.

l'avvocato michele sodrio-2

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