Turni scoperti in Guardia Medica, è la terza volta in un mese: il "caso Troia"

La denuncia della dottoressa Maria Cassanelli, segretario provinciale del settore Continuità Assistenziale della Federazione Italiana Medici Medicina Generale

Immagine di repertorio

In poche settimane, per la terza volta, un turno di Guardia Medica scoperto. Accade a Troia, sui Monti Dauni, dove Asl, dopo 8 anni, non ha ancora il servizio di reperibilità. La denuncia arriva dalla dottoressa Maria Cassanelli, segretario provinciale del settore Continuità Assistenziale F.I.M.M.G. (Federazione Italiana Medici Medicina Generale).

Invano, infatti, alcuni cittadini di Troia si sono invano al servizio di Guardia Medica, ed hanno dovuto  registrare per la terza volta in poche settimane un turno scoperto, proprio nel giorno in cui l’assistenza sanitaria è garantita unicamente dai medici del servizio di Continuità Assistenziale, non essendo presente sul territorio comunale alcun servizio di Emergenza Territoriale (118). “Magari, poi, quei pazienti sono andati ad affollare l’astanteria del Pronto Soccorso dei vicini Ospedali Riuniti di Foggia, peggiorandone il cronico affollamento per problemi sanitari quasi sempre risolvibili in un ambulatorio medico”, puntualizza Cassanelli.

Dopo oltre trent’anni dall’istituzione del servizio di Guardia Medica sembrerebbe impossibile per chiunque che accadano ancora tali inconvenienti. Vi chiederete allora perché succedono? Semplice: nella nostra Azienda Sanitaria, dopo otto anni che i contratti nazionale e regionale hanno normato l’istituto della reperibilità dei medici, a garanzia della copertura del servizio, questo non trova ancora applicazione”.

Continua Cassanelli: “Da oltre tre mesi è all’attenzione della Direzione Generale della A.S.L. della provincia di Foggia una proposta applicativa di quella normativa formulata da un tavolo tecnico costituito da dirigenti, funzionari aziendali e sindacati, ma ancora questa non è stata resa operativa per motivi che francamente sfuggono a tutti e che creano disagi come quelli che stanno registrando i cittadini di Troia in queste settimane. Non resta, quindi, che aspettare che si implementi al più presto l’istituto della reperibilità nel servizio di Continuità Assistenziale della ASL di Foggia e sperare che, nel frattempo, non accada nulla di irreparabile ai cittadini della nostra provincia”.

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