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Foggia, impiegato postale smaschera finti delegati al rimborso: denunciati napoletani

Un nuova tipologia di truffa importata dalla vicina Campania. Per il fatto, due pregiudicati napoletani di 50 e 58 anni sono stati denunciati per sostituzione di persona, documenti falsi e tentata truffa

La lettera dell’Agenzia delle Entrate era autentica; l’ammontare del rimborso Irpef e il suo destinatario pure. Ad essere fasulli erano i delegati al rimborso e i documenti da loro presentati all’ufficio postale.

E’ questa la nuova tipologia di truffa che sta prendendo piede in città. Importata dalla vicina Campania, per la precisione. “Una doppia truffa – puntualizza il capo della Mobile, Giuseppe Annicchiarico – che penalizza tanto i contribuenti quanto l’Agenzia delle Entrate, chiamata comunque a rifondere il dovuto”. Perché, si sa, il rimborso Irpef è una sorta di assegno circolare e, per di più, può essere riscosso in ogni città d’Italia.

A scoprire l’ingegnosa truffa è stato un solerte dipendente dell’ufficio postale “Foggia 5”, al quartiere Cep. E’ stato lui a riconosce come falso un documento d’identità riprodotto ad arte e ad allertare il 113 che, nel giro di pochi minuti, ha inviato sul posto due pattuglie della polizia. Gli agenti hanno bloccato e identificato due uomini provenienti da Napoli, che stavano lasciando l’ufficio postale (insospettiti dalla lungaggine dell’operazione) con i documenti falsificati e le lettere originali ancora nelle tasche.

I due - Ciro Vitale di 50 anni e Vincenzo Grande, di 58, entrambi pregiudicati napoletani – sono stati deferiti per i reati di sostituzione di persona, uso di documenti falsi e tentata truffa ai danni di ente pubblico (nel caso specifico, Poste Italiane). Da successivi accertamenti è emerso che i due avevano in ballo altri due colpi uguali, per un ammontare di alcune migliaia di euro. Colpi da tentare in uffici postali di altre città del sud.

Se l’impiegato foggiano non avesse subodorato la truffa in atto, i due avrebbero portato a casa, nel caso specifico, 720 euro, rimborso di un ignaro cittadino. Sul caso sono in corso ulteriori accertamenti volti a individuare in che modo i due sono entrati in possesso delle lettere originali. Al momento non si esclude alcuna pista: dalla possibile collaborazione fornita da dipendenti di Agenzia delle Entrate o postini, al semplice furto della corrispondenza. Pertanto, fanno sapere dalla questura di Foggia, chiunque lamenti un ritardo nella ricezione della comunicazione di rimborso interpelli gli uffici predisposti.

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