Finte assunzioni per intascare 400mila euro di erogazioni pubbliche: così hanno truffato l'Inps

E’ quanto scoperto dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Foggia che hanno denunciato due persone: si tratta di un sedicente imprenditore edile di 23 anni e di un consulente del lavoro di 49 anni, entrambi sanseveresi

La conferenza stampa

Due facce della stessa medaglia. Quella delle truffe ai danni dell’Inps. Da una parte frotte di lavoratori impiegati “a nero”, dall’altra - può succedere - assunzioni di lavoratori-fantasma finalizzate solo ad intascare senza titolo alcuno erogazioni pubbliche. E’ quanto scoperto dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro del capoluogo dauno che, nell’ambito di un’attività d’indagine della Procura della Repubblica di Foggia, hanno denunciato due persone: si tratta di un sedicente imprenditore edile di 23 anni e di un consulente del lavoro di 49 anni, entrambi sanseveresi, ritenuti responsabili del reato truffa aggravata in concorso ai danni dell’Inps, finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche.

L’indagine, condotta anche attraverso la collaborazione della Direzione Provinciale dell’Inps, ha consentito di individuare un circuito affaristico-criminale operante nell’alto Tavoliere che negli anni 2012-2014 ha provocato un rilevante danno all'erario derivante da indebite erogazioni previdenziali ed assistenziali in favore di 149 lavoratori-fantasma, formalmente impiegati nel campo edile e destinatari di indennità di disoccupazione (Aspi e Miniaspi) per un importo complessivo di quasi 400mila euro.

In particolare le indagini hanno appurato che l'attività fraudolenta è stata posta in essere attraverso fittizie assunzioni di lavoratori in capo all’azienda edile risultata del tutto inesistente e alla formazione di falsi certificati di lavoro, che inducevano in errore i competenti uffici Inps ad erogare le indennità. In particolar modo, nel 2013, anno di maggiore resa lavorativa con 54 lavoratori assunti, la ditta incriminata aveva prodotto redditi per il solo imprenditore edile, peraltro inquadrato come bracciante.

In questo modo, andando a ritroso, è stata ricostruito il meccanismo fraudolento. Accertate le responsabilità dei due uomini, è stato eseguito un sequestro per equivalente di beni immobili e saldi attivi di conto corrente per complessivi 366mila euro. Il sequestro è stato eseguito solo a carico del consulente del lavoro, per il sedicente imprenditore agricolo risulta formalmente nullatenente.

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