'Truffa dell'avvocato', è boom a Foggia: vittime anziani, l'ultimo caso in via Brindisi

Almeno quattro i casi registrati (e denunciati) nelle ultime settimane. Ultima vittima, in ordine di tempo, una pensionata 87enne raggiunta nel suo appartamento in via Brindisi e derubata di 400 euro e alcuni gioielli in oro

E’ allarme truffe agli anziani a Foggia. Troppi episodi-fotocopia registrati nelle ultime settimane e denunciati in questura, a Foggia. Almeno quattro i casi consumati (si teme, infatti, che altri episodi non siano stati denunciati alle forze dell’ordine) e tutti consumati con le medesime tecniche e modalità: i truffatori si presentano come legali di un parente finito nei guai a causa di un incidente stradale e chiedono una somma di denaro per sistemare bonariamente la faccenda.

Un canovaccio che pizzica le corde della famiglia e fa leva sulla fiducia degli anziani. L’ultimo caso, in ordine di tempo è stato registrato ieri, in una abitazione in via Brindisi, nei pressi della centralissima Corso Roma. Erano le 14 di ieri quando la donna - una pensionata di 87 anni - è stata contattata telefonicamente da un presunto avvocato che la metteva al corrente di un grave incidente stradale provocato dalla figlia dell’anziana.

Il legale poi, ha chiesto alla donna la somma di 4mila euro per evitare che la figlia venisse arrestata. Un versamento da fare a strettissimo giro. Nel giro di pochissimi minuti, infatti, un giovane distinto e dai modi gentili si è presentato alla porta della donna per riscuotere la “cauzione” richiesta per la liberazione della figlia. Messa spalle al muro e pressata dall’urgenza prospettatale, l’anziana ha raccolto quanto posseduto in casa - 400 euro ed alcuni gioielli di famiglia - e ha consegnato il tutto nelle mani del sedicente collaboratore dell’avvocato.

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Per dare credibilità alla messinscena, l’uomo ha lasciato anche un biglietto da visita con un numero telefonico da contattare per la futura restituzione della cauzione. Qualche ora dopo, l’anziana ha contattato la figlia per accertarsi della sua “liberazione” e quest’ultima ha scoperto l’accaduto. Così ha contattato la polizia che ha avviato le indagini sul caso e stanno visionando le immagini dei due sistemi di videosorveglianza presenti in zona, nella speranza di poter recuperare indizi utili alle indagini.

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