Ecco come trivelleranno Foggia: giunta regionale non tace, ma acconsente

La ricerca di idrocarburi della Vega Oil Spa sarà effettuata anche ad Ascoli Satriano, Carapelle, Ordona e Orta Nova

Il 20 dicembre scorso la giunta regionale ha dato il suo ok alla ricerca di gas e petrolio, in un’area di ben 155 chilometri della provincia, nei territori di Foggia, Ascoli Satriano, Carapelle, Ordona e Orta Nova.

La concessione mineraria, denominata ‘Masseria Monterozzo’, è stata rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico, dopo il parere favorevole del CIRM, alla Vega Oil Spa, società controllata dalla canadese Cygam Energy Inc., che opera a Roma e a Tunisi.

In questa zona già in passato è stata svolta una proficua ricerca mineraria durante la quale furono rinvenuti diversi giacimenti di idrocarburi. La Società – si legge nella proposta di deliberazione di giunta - ritiene che il potenziale minerario debba essere ugualmente investigato visto l’ausilio delle nuove conoscenze geologiche e dei moderni mezzi di indagine sismica oggi a disposizione, per ubicare meglio il pozzo esplorativo.

La giunta, su proposta dell’assessore Loredana Capone, ha deliberato quindi di approvare la relazione dell’assessore allo Sviluppo Economico, in cui si chiede di rilasciare, ai sensi dell’art.3, comma 1, lett. b) e dell’art. 5 dell’Accordo Stato Regioni del 24.4.2001, intesa al conferimento del permesso di ricerca di idrocarburi ‘Masseria Montarozzo’, comportante l’attuazione del programma dei lavori, limitatamente alle sole indagini di laboratorio geologiche e geofisiche ed a condizione di assoggettare la perforazione del pozzo d’obbligo a specifica intesa, previa acquisizione del pronunciamento di valutazione ambientale e di compatibilità del piano urbanistico territoriale tematico per il paesaggio e del piano assetto idrogeologico.

E di demandare, inoltre, al competente Servizio Attività Economiche Consumatori, la trasmissione al Ministero dello Sviluppo Economico del presente provvedimento. L’Ufficio Ambiente della Provincia di Foggia, invece, con la nota del dirigente n. 24814 del 05.04.12 ha comunicato che il Comitato per la V.I.A., durante la seduta del 27 marzo del 2012, si era così espresso:

“Si ritiene che l’attuale fase di ricerca non coinvolge assolutamente alcun intervento di natura territoriale, ma si limita all’acquisizione e studio di indagini sismiche già effettuate. Pertanto, anche alla luce di quanto chiarito da parte della Società con nota del 21/02/2012 assunta al protocollo dell’Ente col n.12560, si ritiene che la Società dovrà sottoporsi alla procedura di V.I.A. solamente dopo aver progettato una ricerca direttamente sul territorio che possa coinvolgere eventuali impatti ambientali”.

In ragione di quanto sopra rappresentato, atteso che i lavori previsti dai primi due punti del programma proposto non impattano sul terreno, si ritiene di proporre alla Giunta il rilascio dell’intesa ex art.3, comma 1, lett. b) e art.5 dell’Accordo Stato Regioni del 24.4.2001 in merito al conferimento del permesso di ricerca di idrocarburi “Masseria Montarozzo”, con la precisazione che la perforazione del pozzo esplorativo dovrà essere oggetto di specifica intesa previo assoggettamento alla valutazione V.I.A. ed al parere di compatibilità al PUTT/p e PAI, in quanto dello stesso non sono stati forniti l’ubicazione ed il programma di perforazione”.

Il programma lavori presentato dalla Società prevede invece: l’avvio delle indagini geologiche entro i primi sei mesi dal conferimento del permesso di ricerca, consistenti in una nuova valutazione delle serie stratigrafiche incontrate nei pozzi perforati nell’area, per una spesa di 15.000 euro.

L’inizio del programma geofisico entro i primi dodici mesi dal conferimento, comportante l’acquisto di 50 Km di linee sismiche registrate in precedenza da altre Società e la rielaborazione delle stesse con nuove tecniche di analisi digitale, per una spesa di 200mila euro.

Entro ventiquattro mesi, l’ubicazione del pozzo esplorativo sulla base dei risultati degli studi di cui ai punti precedenti, con obiettivo principale le sabbie del Pliocene medio-superiore poste ad una profondità di circa 1.000 metri e secondario la serie carbonatica del Miocene-Cretacico prevista ad una profondità compresa tra i 1.100 e i 1.400 metri, per una spesa preventivata di 2,00 Ma. L’investimento complessivo assomma quindi a 2,215 Ma.

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