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Il Tribunale 'fa acqua da tutte le parti': a Foggia fascicoli danneggiati dalla pioggia, aule carenti e disservizi vari

L'acquazzone dello scorso 2 settembre è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Le criticità logistiche e strutturali del Palazzo di Giustizia non consentono di esercitare adeguatamente la giurisdizione | IL VIDEO

 

Decine e decine di fascicoli dibattimentali danneggiati dall’acqua piovana. Sono giorni che si cerca di “asciugare” i documenti e salvare il salvabile, ma si è già rassegnati all’idea di doverne ricostruire, di alcuni, larghi tratti. L’acquazzone dello scorso 2 settembre, violento ma non a carattere eccezionale, ha mostrato tutta la precarietà del Palazzo di Giustizia di viale primo maggio, a Foggia.

Un ‘contenitore’ già sofferente dal punto di vista strutturale ed insufficiente per ambienti e risorse, che negli anni ha assorbito le pesanti eredità del Tribunale e della Procura di Lucera (chiusi tra mille polemiche) e di sette sezioni distaccate della provincia di Foggia e Bat, dal Gargano al basso Tavoliere. Tutto ciò senza una manutenzione efficace.

Così, sferzata da un temporale più intenso, la struttura ha fatto acqua da tutte le parti, con aule e archivi allagati. I danni maggiori negli uffici al primo e al secondo piano; danneggiati i faldoni presenti nell’Ufficio Dibattimento della Procura (circostanza che non bloccherà l’attività giudiziaria ma, verosimilmente, comporterà lungaggini e rinvii). “Da tempo segnaliamo questi inconvenienti”, spiega il procuratore capo Ludovico Vaccaro. “Le infiltrazioni d’acqua piovana negli ambienti di Tribunale e Procura sono state segnalate nel 2017, con carattere d’urgenza, al Ministero (che ne ha competenza dal 2015, ndr). E’ stato avviato il percorso per la progettazione dei lavori che non vede la luce perché l’iter per affidamento lavori è ancora in corso”.

Insomma, i tempi stimati sono ancora lunghi; intanto al primo acquazzone intenso il Tribunale fa acqua da tutte le parti. Per la realizzazione dei lavori di impermeabilizzazione della struttura ci vogliono 90 giorni, ma la posa in opera non può avvenire durante l’inverno. Quindi il rischio concreto è che possa slittare tutto alla prossima primavera, lasciando gli abitanti della ‘cittadella della giustizia’ di viale Primo Maggio un altro inverno in balia degli eventi (climatici).

“E’ un problema di sicurezza”, continua Vaccaro. “Quando piove nelle aule, negli uffici e negli archivi piove sui computer, sulle prese elettriche, piove sui fascicoli. Lo scorso 2 settembre è stato necessario l’intervento urgente dei tecnici della ditta di manutenzione per la sicurezza degli impianti, mentre i vigili del fuoco hanno dovuto staccare alcuni quadri elettrici. Tutto ciò – racconta – mentre io con altri colleghi portavamo in salvo alcuni fascicoli che, per mancanza di spazio, erano a terra”.

Un problema che si aggiunge ai tanti, ormai atavici, patiti dalla struttura: dalle barriere architettoniche alle aule insufficienti, ascensori e condizionatori che funzionano ‘a singhizzo’. Ma soprattutto la mancanza di spazi destinati all’attività giudiziaria. L’assenza di aule (prima ancora che di aule adeguate alla funzione) rappresenta un freno alla produttività del Tribunale. In parole povere, mancano le aule per celebrare i processi. Tutte le speranze erano riposte nella costruzione di un palazzo attiguo, che avrebbe regalato al Palazzo di Giustizia circa 5000 mq in più. Ma anche quella pratica è ferma al palo al Ministero. Insomma il Tribunale di Foggia mostra la corda. Su questo sono tutti concordi: dalla Presidenza del Tribunale al Procuratore della Repubblica, dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Foggia alla dirigenza amministrativa, dai rappresentanti dell’Associazione nazionale Magistrati alle rappresentanze sindacali.

"Il Palazzo di Giustizia di Foggia ha bisogno di interventi di manutenzione importanti e di un ampliamento urgente: le condizioni attuali non consentono di esercitare adeguatamente la giurisdizione, quindi fare i processi. Nel 2013 sono stati chiusi sette presidi giudiziari della Provincia, tutti accorpati al Tribunale di Foggia. La situazione è diventata insostenibile”, conclude Vaccaro.

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