15enne ferita al volto ad Ischitella, spunta una testimone oculare: "Ecco come è andata"

Alla scena avrebbe assistito una amica della quindicenne, sua coetanea che avrebbe riconosciuto l’uomo armato per l’ex compagno della madre. Sul fatto sono in corso le indagini dei carabinieri

Il luogo dell'agguato

C’è almeno una testimone oculare dell’agguato avvenuto questa mattina, in via Zuppetta, ad Ischitella, sul Gargano, dove una ragazzina di 15 anni è stata ferita al volto con un colpo di pistola esploso a bruciapelo da un uomo. Il fatto è successo poco dopo le 7.30, nella stradina che attraversa il centro per raggiungere la fermata degli autobus, dove la vittima dell’agguato avrebbe dovuto prendere il pullman che l’avrebbe condotta nella vicina Vico del Gargano, dove frequenta una classe del liceo scientifico.

VIDEO | Ischitella sotto shock per l'agguato alla 15enne ferita mentre andava a scuola

La testimonianza di una coetanea della vittima

Alla scena, quindi, avrebbe assistito una amica della quindicenne, sua coetanea (la stradina a quell’ora è frequentata da molti studenti pendolari) che avrebbe riconosciuto l’uomo armato per l’ex compagno della madre, ipotizzando quindi lo scenario di una vendetta trasversale: punita la figlia per colpire la madre, che attualmente si trova fuori regione. La ragazza, infatti, era stata affidata dai servizi sociali ai nonni materni. La stessa testimone, inoltre, avrebbe anche riferito di precedenti minacce che la ragazza avrebbe subìto in passato dall’uomo, un 37enne del posto. Sull’accaduto vige il più stretto riserbo degli investigatori che non confermano tale circostanza. Secondo la versione dei fatti raccontata dalla testimone, l’uomo che ha sparato si è recato sul posto in auto, attendendo che giungesse la ragazza. I due avrebbero iniziato a discutere, poi l’esplosione di un unico colpo, dritto al volto. La ragazza si è accasciata quindi al suolo, mentre l’uomo è fuggito a piedi. La giovane è ricoverata nel reparto di rianimazione degli Ospedali Riuniti di Foggia, dove i medici le hanno indotto il coma farmacologico. Le sue condizioni sono gravissime: l'esplosione del proiettile le ha causato una emorragia cerebrale. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

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