Manfredonia: il termovalorizzatore di Contrada Paglia entra in esercizio

In un meeting organizzato dal Rotary Club un excursus tecnico-scientifico dell’impianto. Tesi pro e contro a confronto. L’impianto in contrada Paglia è uno dei 7 funzionanti nel Sud. 12 sono al centro, 28 al nord

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

L’iniziativa del Rotary Club di Manfredonia era finalizzata, come ha indicato il presidente Bruno Rinaldi, a “promuovere il libero e franco confronto delle idee e favorire un sano ed equilibrato sviluppo economico e sociale del territorio”. Una premessa e al tempo stesso un invito opportuni dato l’argomento alquanto sensibile posto nel meeting svoltosi presso il Regio Hotel Manfredi: “Il nuovo impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in contrada Paglia”. Più semplicemente, il noto termovalorizzatore ormai realizzato dalla società ETA del Gruppo Marcegaglia nell’agro di Manfredonia, oggetto come noto di valutazioni contrapposte da parte delle popolazioni interessate.

Un momento di riflessione opportuno e responsabile alla vigilia dell’entrata in esercizio dell’impianto. La parola pertanto è stata data a rinomati esperti del settore, accademici di università italiane e con esperienze all’estero, quali il professor Domenico Maria Cavallo, docente di tossicologia ambientale alle Università dell’Insùbria e di Milano; il professor Massimo Monteleone, docente di agraria all’Università degli studi di Foggia; il professor Ruggiero Quarto, docente di geofisica all’Università di Bari. La presentazione tecnica dell’impianto è stata tratteggiata dal responsabile tecnico ETA, ingegner Carmine Carella e dall’ingegner Roberto Garavaglia presidente dell’ETA. Col sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi era presente un folto pubblico che ha seguito il dibattito niente affatto a senso unico date le variegate tendenze di pensiero dei relatori.

Nella “contesa” tutta esplicativa dei termini della questione che si inserisce nel contesto delle nuove politiche inerenti alle energie e allo sviluppo sostenibile, le suggestioni delle parole hanno ceduto il passo alla fondatezza dei dati che hanno evidenziato una realtà che va qualificata più con la testa, il ragionamento, che col cuore, la passione.

La centrale di Paglia impiega tecnologie all’avanguardia, più avanzate di quelle della centrale di Massafra operante senza problemi da anni ed è, certifica l’Istituto superore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), uno dei 7 impianti operanti nel sud Italia distribuiti fra Puglia, Basilicata e Calabria; 12 sono al centro e 28 al nord.

Di rilievo l’apporto allo smaltimento dei rifiuti urbani rimanenti dalle operazioni di raccolta differenziata e opportunamente trattati. La concorrente idea della raccolta porta a porta è stata decisamente esclusa dal sindaco Riccardi che, a parte le difficoltà organizzative, ha evidenziato gli aspetti economici delle tesi contrapposte, ponendo l’interrogativo di fondo: “chi paga il personale occorrente?”

Il problema dei costi – è stato rilevato -  è di primaria importanza nel ciclo dei rifiuti che attraverso gli impianti di produzione di energia elettrica diventa risorsa che contribuisce all’abbattimento della bolletta energetica. Un notevole risparmio economico preservando l’ambiente”.

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