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Cronaca Vieste

Tentato omicidio al boss Raduano: i cugini Iannoli condannati a 14 anni e 6 mesi di reclusione

Giovanni e Claudio Iannoli sono stati condannati per il tentato omicidio di Marco Raduano a Vieste

Quattordici anni e sei mesi di reclusione: confermata in appello la condanna per Giovanni e Claudio Iannoli, i cugini che il 21 marzo 2018 - nell'ambito della guerra di mafia per il predominio degli affari sporchi nella città del faro tra clan contrapposti - tentarono di uccidere in un agguato a colpi d'arma da fuoco Marco Raduano, detto 'Pallone', storico rivale del sodalizione Perna-Iannoli.

Un agguato che non si è concretizzato perché le armi messe in campo (fucili e kalshnikov) avrebbero fatto cilecca (Hanno fatto puf puf, sono andati a vuoto”) e Raduano, seppur ferito, è riuscito a scappare rifugiandosi presso un parente (intercettazioni e dettagli). La richiesta del pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, Ettore Cardinali, era stata di diciotto anni a testa.

Intorno alle 20 di quel giorno, alcune telefonate giunte al numero di pubblica emergenza 112, avevano segnalato ai carabinieri una persona a terra, ferita a colpi di arma da fuoco in contrada Scialara. Giunti immediatamente sul posto, i carabinieri accertarono che il boss era stato raggiunto da più colpi di arma da fuoco in parti non vitali del corpo, all'anca, alle braccia e a una gamba.

Gli Iannoli, elementi di spicco della consorteria criminale capeggiata all'epoca da Girolamo Perna, ucciso il 26 aprile 2019, furono arrestati il 3 giugno dello stesso anno nell'ambito dell'operazione 'Scacco al Re'. 

I due sodalizi criminali sono nati a seguito della spaccatura interna al gruppo che fino al gennaio del 2015 era capeggiato da Angelo Notarangelo. A seguito del suo omicidio, avvenuto il 26 gennaio di quell'anno, si erano poi create due fazioni contrapposte. La contrapposizione tra i due gruppi criminali aveva così dato origine alla faida che ha nsanguinando la cittadina di Vieste. 

Giovanni Iannoli è accusato anche dell’omicidio del giovane Antonio Fabbiano, freddato in un agguato nell'aprile del 2018, a Vieste. Per il tentato omicidio a Raduano aveva ricevuto la notifica nel carcere di Siracusa, dove era stato trasferito in seguito al blitz 'Agosto di fuoco' del 2018. Nell'istituto penitenziario di Terni era finito il cugino Claudio (continua a leggere).

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