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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Foggia, perquisizioni dopo l'agguato a Francavilla: arrestato per droga uomo dei Moretti-Pellegrino

Nell'ambito dei controlli disposti in città, gli agenti della squadra mobile hanno arrestato Fabio Tizzano, sorpreso con quasi 400 grammi di cocaina e 23mila euro in contanti. Lo stesso era stato già coinvolto nel blitz Decima Azione

Controlli serrati e perquisizioni a carico di soggetti appartenenti o semplicemente orbitanti gli ambienti della Società Foggiana. L’attenzione delle forze di polizia in città è massima, dopo il duplice tentato omicidio avvenuto lo scorso 2 marzo, a Nettuno, in provincia di Roma, in danno di Antonello Francavilla, nome di spicco batteria Sinesi-Francavilla, gravemente ferito insieme al figlio 15enne Mario.

Ad aprire loro il fuoco, lo ricordiamo, sono stati due killer - allo stato sconosciuti - che si sono spacciati per agenti di polizia che hanno simulato un controllo domiciliare (Francavilla stava scontando una pena agli arresti domiciliari nel villino di via Greccio). Entrambi sono molto gravi. 

Nei giorni scorsi sul caso del tentato omicidio avvenuto sul litorale romano, il tenente colonnello Paolo Iannucci, capo della sezione della Dia di Foggia, non si è sbilanciato: "Certamente l'indicatore è preoccupante ma non è detto che sia maturato in queste circostanze", non escludendo che l'attentato possa essere nato in ambiti al di fuori della guerra di mafia foggiana (guarda il video).

Arrestato uomo dei Moretti-Pellegrino

A seguito del gravissimo episodio, la squadra mobile di Foggia ha avviato controlli e perquisizioni mirate. Nell’ambito delle operazioni, quindi, è stato arrestato in flagranza di reato un pregiudicato foggiano, già ai domiciliari a seguito dell’inchiesta ‘Decima Azione’: si tratta di Fabio Tizzano, 41enne del posto (per gli inquirenti uomo della batteria Moretti-Pellegrino), attualmente imputato nel processo alla mafia foggiana, per il filone in corso al Tribunale di Foggia. Nell'udienza di ieri, al termine della requisitoria, il pm della Dda di Bari ha chiesto per lui una condanna a 22 anni di reclusione.

Benchè ai domiciliari, Tizzano è stato trovato in possesso di 372 grammi di cocaina, materiale idoneo al confezionamento e alla pesatura, nonché una somma contante di 23.875 euro. Il denaro è stato sequestrato in quanto ritenuto presunto provento di spaccio. L’uomo risponderà di detenzione finalizzata ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

La ricostruzione dei fatti

La mattina del 2 marzo, due persone hanno suonato al portone d'ingresso del villino di Francavilla dicendo di essere agenti di polizia e che avrebbero dovuto fare un controllo nei suoi confronti, ma in realtà i sicari, incappucciati e con la mascherina, hanno aperto immediatamente il fuoco colpendolo in più parti del corpo. Almeno dieci i proiettili esplosi, tre hanno centrato il boss mentre altri due hanno colpito il figlio 15enne, Mario, che in quel momento si trovava in bagno. Cinque colpi non sarebbero andati a segno. I due sono poi fuggiti a bordo di un’auto. A fornire una prima ricostruzione dei fatti agli inquirenti che indagano sull’agguato, coordinati dal pubblico ministero Ilaria Calò della direzione distrettuale antimafia, sarebbe stato lo stesso Francavilla prima di essere portato in ospedale ad Anzio, dove è stato operato e sarà ascoltato nuovamente non appena i medici daranno l’ok. 

Le primissime indagini

Il figlio - che vive a Foggia e gioca in una squadra giovanile della città - era andato a Nettuno per stare qualche giorno con il padre. Sono in corso indagini per capire se il ragazzo sia stato seguito durante il tragitto dal capoluogo dauno alla città del litorale romano e se siano foggiani gli uomini che hanno provato ad ammazzare Francavilla. Secondo quanto riporta Romatoday, infatti, l’agguato non avrebbe nulla a che vedere con i traffici illeciti avvenuti sul litorale della provincia di Roma. Non si tratterebbe di una conseguenza al maxi blitz che giorni fa ha smantellato gruppi di 'ndrangheta tra Anzio e Nettuno. Potrebbe trattarsi invece di un regolamento di conti. Indagano la squadra mobile e la dda.

Il padre Mario 'Il nero' e lo zio Sinesi

Il padre di Antonello Francavilla, Mario ‘il nero’, fu assassinato il 22 gennaio del 1998 mentre rientrava a casa. Il 44enne è sposato con la figlia di Roberto Sinesi, boss anch'egli dell’omonima batteria, condannato a 12 anni di reclusione nell’ambito del racket del pomodoro e vittima di un tentato omicidio avvenuto in via San Giovanni Bosco, nel quartiere Candelaro di Foggia, il 6 settembre 2016, mentre era in auto con la figlia nonché moglie di Antonello Francavilla e con il nipotino di quattro anni.

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Le foto della droga sequestrata

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