Sfumano fondi per 250mila euro: colpa del Teatro Giordano ancora chiuso

Il 30 ottobre scorso scadeva il bando per le residenze teatrali. Nessuna garanzia di rivedere il gioiello di piazza Cesare Battisti operativo entro l'anno

Teatro Giordano

No teatro, no soldi. Il “Giordano” non è ancora pronto. E sfuma anche la possibilità di intercettare fondi comunitari per 250 mila euro. Una cifra forse non astronomica ma di tutto rispetto in una città affamata di cultura.

Il 30 ottobre scorso scadeva il bando per le residenze teatrali, una linea comunitaria (4.3 asse IV) che farà piovere in Puglia fino al 2014 risorse per oltre due milioni di euro destinati alle imprese teatrali (che avrebbero potuto intercettare da 170 a 250mila euro) per potenziarne l’attività,  sostenere iniziative culturali e turistiche e valorizzare il patrimonio culturale. Denaro al quale Foggia, però, dovrà rinunciare.

La Compagnia Cerchio Di Gesso che avrebbe dovuto candidarsi alla misura (nel dettaglio “potenziamento e valorizzazione della programmazione di spettacolo dal vivo sul territorio regionale”)  e che, per farlo, aveva puntato tutte le sue carte sul Giordano di concerto con il consigliere delegato alla cultura, Peppino D’Urso, ha dovuto gettare la spugna: nessuna garanzia di rivedere il gioiello di piazza Cesare Battisti operativo entro l’anno laddove l’operatività della struttura per almeno 30 giorni nel 2012, 90 nel 2013 e 60 nel 2014 erano paletti inderogabili per accedere al bando.

Abbiamo atteso fino all’ultimo che da Palazzo di Città ci fossero garanzie sull’agibilità del Teatro” fa sapere il direttore della Compagnia, Mario Pierrotti. “Peccato perché poteva essere una buona occasione per la città di rivedere riaperto il suo teatro,  se non altro fruito dopo anni di chiusura, oltre ad essere un investimento per le casse comunali che, in tempi di magra, non avrebbero dovuto sostenere alcun esborso fino al 2014 per la tradizionale stagione teatrale” di cui la Compagnia, evidentemente, si sarebbe occupata.

Nel frattempo la riapertura del teatro continua a non intravedersi. “Le certificazioni si stanno piano piano ricostruendo”, fa sapere l’assessore delegato, Pippo Cavaliere, e a breve verrà bandita la gara per la famosa cabina di trasformazione elettrica che permetterà alla struttura di Piazza Battisti di avere energia elettrica degna di un teatro.

La soprintendenza si esprimerà al massimo entro la prossima settimana. Fino ad oggi il progetto non era stato bandito, nonostante sia pronto da due anni. Una sciatteria evidentemente che, aggiunta alla travagliata vicenda del restauro, oggi paga – è il caso di dire- solo e soltanto la città.

Anche a Cerignola è a rischio la stagione teatrale del teatro Mercadante, perchè lo stato comatoso delle casse comunali non permetterebbe di stanziare circa 75mila euro a favore della cultura.

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