Gino Lisa, taglio alberi: l'avv. Gargiulo inoltra l'esposto in Procura

Prosegue la battaglia dell'avv. Maurizio Antonio Gargiulo relativa al disboscamento di pini avvenuto presso l'aeroporto foggiano in virtù della realizzazione di un'ampia zona parcheggio per le auto dei dipendenti

Un esposto presso la Procura della Repubblica di Foggia per far luce sui lavori di disboscamento eseguiti da Aeroporti di Puglia lo scorso mese di marzo nella zona verde dell’aeroporto Gino Lisa.

Ancora da sciogliere il nodo relativo al taglio dei pini eseguito per realizzare un’ampia zona parcheggio per le auto dei dipendenti. Dopo la richiesta formale di accesso agli atti, l’Avv. Maurizio Antonio Gargiulo in data odierna ha inoltrato l’esposto “su assurdo disboscamento che danneggia la comunità foggiana, nonostante l’esistenza di un regolamento comunale del verde pubblico e privato, che a questo punto, forse, andrebbe anche rivisto”.

Riceviamo e pubblichiamo la comunicazione dell’Avv. Maurizio Antonio Gargiulo

"Si rende noto alla stampa che in data odierna è stato depositato un esposto presso la competente Procura della Repubblica di Foggia. I fatti denunciati risalgono a marzo e riguardano il taglio di diversi alberi ubicati nella zona di campagna, adiacente all’aeroporto di Foggia “Gino Lisa”, il tutto per far posto ad un nuovo parcheggio, in favore di Aeroporti di Puglia, in una prospettiva di ampliamento dello scalo di Foggia. Come ben noto, anche agli organi di stampa, il tutto sembrerebbe essere stato avallato da un’autorizzazione comunale, non ben chiaramente specificata se conforme o in deroga all’attuale “Regolamento comunale del verde pubblico e privato”.

Nonostante una normativa nazionale in vigore (Decreto Legislativo 195/2005), che autorizza chiunque ne faccia richiesta ad acquisire informazioni ambientali, il Comune di Foggia, ed in particolare l’Assessore all’Ambiente, non forniva, a richiesta formale diretta di questo legale, con istanza depositata il 23 marzo 2011, alcuna risposta di merito, con abbondante decorso del termine di legge previsto, fissato in 30 giorni (60 gg. soli in casi particolarmente complessi).

Di per sé, ovviamente, la negazione del diritto d’informazione non costituisce la premessa necessaria e consequenziale di tale esposto, ma di certo contribuisce ad aumentare il legittimo dubbio di questo legale sulla regolarità dell’intervento e dei relativi controlli pubblici. Pertanto ho ritenuto opportuno e necessario, di fronte a tale silenzio amministrativo, palesemente in contrasto con il principio costituzionale della trasparenza amministrativa, investire direttamente la Procura della Repubblica di Foggia, notoriamente sensibile alle tematiche ambientali, del compito di acquisire tutte le informazioni relative al caso, al sol fine di valutare le eventuali ipotesi di reato, sempre se sussistenti.

Mi auspico che l’esposto, depositato in data odierna, possa fornire alla Procura adita, contestualmente alle diverse precedenti iniziative della stampa locale e di alcuni cittadini (in particolare l’organizzazione no profit “Piantiamo la Vita”), quell’input iniziale per far luce sull’intera vicenda che, ad oggi, ha solo, di tristemente oggettivo, il depauperamento del nostro patrimonio ambientale".

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Foto: Voce di Foggia

 

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