"Basta tagli ai treni del Sud", sindaci pugliesi sul piede di guerra a Roma

Una delegazione di sindaci manifesta a Roma davanti la sede di Ferrovie dello Stato contro i tagli dei treni da e per il Meridione. Presente anche Mongelli: "C'è lo stesso interesse istituzionale per treni ed aerei"

Il sindaco di Foggia

"Non ci stiamo": è questo il pensiero unanime dei sindaci giunti nella Capitale per manifestare contro il taglio dei treni da e per il Meridione. Lunedì 12 dicembre entrerà in vigore il nuovo orario invernale di Trenitalia e, dietro l'angolo, si prospettano dolori per i trasporti pubblici su rotaie, una scure che si abbatterà sui lavoratori del comparto e sugli studenti fuorisede e pendolari alle prese con le ataviche difficoltà degli spostamenti.

Una delegazione di 20 sindaci, provenienti soprattutto dalla Puglia, ha raggiunto la sede centrale di Ferrovie dello Stato a Roma per avere un incontro con l'amministratore delegato dell'azienda pubblica Mauro Moretti e scongiurare una paralisi dei trasporti.

Presente anche il primo cittadino di Foggia Gianni Mongelli, con fascia tricolore, deciso a difendere gli interessi di un crocevia strategico a livello nazionale per i collegamenti ferroviari. "Non si tratta di portare avanti interessi campanilistici - rivendica Mongelli - qui siamo di fronte ad una questione di vitale importanza". Interrogato anche sulla vicenda dell'aeroporto Gino Lisa, il sindaco ammette che "l'interesse è alto, dal punto di vista istituzionale, per i treni così come per gli aerei: non esiste alcuna priorità tra le due cose, assolutamente no".

"Per il 27 febbraio - prosegue Mongelli - è fissata la conferenza dei servizi, anche per stabilire l'eventuale allungamento della pista. Bisogna attivare quanto prima la ripresa dei voli perché l'aeroporto è essenziale per lo sviluppo del nostro territorio".

La delegazione dei sindaci (una ventina in tutto, presenti anche i primi cittadini di Bari e Lecce, Barletta e Ostuni), dopo una trattativa con il responsabile dell'ordine pubblico delle Ferrovie dello Stato, ha varcato i cancelli dell'azienda per la riunione con l'amministratore delegato. Sotto la sede dell'azienda, presidiata dalle forze dell'ordine, i lavoratori dei treni notte che hanno ricevuto dall'azienda le lettere di licenziamento. "Siamo ridotti male - lamentano i lavoratori - senza possibilità di essere ricollocati né di avere gli ammortizzatori sociali".

ESITO DELLA RIUNIONE CON I VERTICI DI FERROVIE DELLO STATO CLICCA QUI

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