Omicidio Trotta, stub e perquisizioni nella notte: nella criminalità garganica rapporti sempre più fluidi

Ricostruita la dinamica dell'agguato che, nel pomeriggio di ieri, è costato la vita al 31enne Omar Trotta, titolare de "L'antica bruschetta". Domani mattina, a Vieste, Consiglio comunale monotematico sul tema sicurezza

Il luogo dell'omicidio - FOTO D'AGOSTINO

All’indomani dell’efferato omicidio del 31enne Omar Trotta, a Vieste - avvenuto alle 14, in pieno centro storico - il sindaco della cittadina garganica, Giuseppe Nobiletti, ha portato le istanze della città in Prefettura, in un tavolo tecnico interforze presieduto dal prefetto Maria Tirone, in attesa della seduta del Consiglio comunale monotematico su sicurezza convocato per domani mattina.

Le indagini dei militari tra stub, perquisizioni e testimoni ascoltati

Nel pomeriggio e nella serata di ieri, intanto, i carabinieri hanno ascoltato testimoni, parenti e amici della vittima e hanno seguito tre stub (l’esame che rivela la presenza di polvere da sparo su pelle e indumenti) e cinque perquisizioni a carico di pregiudicati della zona. Il fatto è accaduto intorno alle 14, quando due killer sono arrivati nei pressi della bruschetteria della vittima, in pieno centro storico, e hanno aperto il fuoco entrando da un ingresso laterale de “L’antica bruschetta”.

All’interno del locale non vi è videosorveglianza, ma l’arrivo dei killer è immortalato da una telecamera presente lungo la strada: i due sono arrivati a bordo di uno scooterone, entrambi con il volto coperto da caschi integrali. Si tratta di due uomini sulla trentina: uno è entrato nel locale aprendo il fuoco, l’altro è rimasto fuori con il motore acceso e pronto alla fuga con il complice.

La dinamica dell'agguato: Trotta sorpreso mentre pranzava

Al momento dell’agguato, dentro al locale non vi erano avventori. Seduti ad un tavolino, c’erano la vittima, sua moglie e la figlioletta di 7 mesi; con loro, per un pranzo veloce, anche un 21enne di Monte Sant’Angelo con piccoli precedenti (rimasto ferito di striscio ad una spalla) e la sua fidanzata, riuscita a scappare. L’obiettivo del killer era proprio Trotta: è stato raggiunto da tre dei cinque colpi calibro 9x21 esplosi all’interno del locale, ferito alla testa e al torace. E’ morto sul colpo.

Gli uomini dell’Arma sono sicuri che l’omicidio si inserisca nella guerra tra clan in atto a Vieste. Trotta aveva precedenti per droga e reati contro il patrimonio. Per gli inquirenti era sicuramente lontano dai Raduano (Marco Raduano, luogotenente del boss Angelo Notarangelo è attualmente un sorvegliato speciale), più vicino alla famiglia alla famiglia Notarangelo anche se - precisano - la situazione criminale viestana è oggi più che mai fluida e in fase di nuovi assestamenti. Ascoltati dagli inquirenti, sia la moglie della vittima che il giovane ferito hanno confermato la dinamica dell’agguato, ma non hanno riferito di particolari minacce ricevute dalla vittima nell’ultimo periodo. 

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