Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Villaggio Artigiani / Via delle Casermette

Sventato suicidio in carcere. Il Sappe: “A Foggia manca un responsabile della penitenziaria”

Una detenuta russa ha tentato di togliersi la vita, ma è stata tratta in salvo da una poliziotta penitenziaria. Federico Pilagatti: “Situazione insopportabile”

In carcere con l’accusa di omicidio aggravato e condannata a restarvi fino al 2018, la notte dell’11 giugno scorso una detenuta di origini russe ha tentato di togliersi la vita. Soltanto l’intervento delle poliziotte penitenziarie in servizio presso il carcere di via delle Casermette ha evitato che la donna portasse a termine l’operazione suicidio.

A dare l’allarme è stata la compagna di cella. Una delle agenti ha preso un coltello da cucina tagliando il cappio formato  che legava la detenuta all’inferriata del bagno. Dopo i primi soccorsi la donna è stata trasferita in ospedale, dove si trova piantonata dal personale di polizia penitenziaria.

Così Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe: “A Foggia circa 550 detenuti sono stipati in appena 350 posti disponibili con una carenza di almeno 50 poliziotti penitenziari. Eppure un istituto come quello del capoluogo dauno dove sono rinchiusi detenuti pericolosi della malavita organizzata locale, molto attiva sul territorio (Cerignola, Gargano, San Severo e Foggia) e fino a circa 10 giorni fa, custodiva un detenuto terrorista dell’Isis, manca un responsabile effettivo della polizia penitenziaria, poiché l’attuale comandante è in distacco da Bari, mentre il dirigente dell’Istituto deve provvedere da solo a tutte le gravi incombenze giornaliere”

Pilagatti sottolinea: “Il Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria da tempo sta denunciando, tra l’indifferenza dei vertici del DAP e del PRAP di Bari, che la situazione insopportabile è pronta ad esplodere con effetti deflagranti per tutti, se non si pongono i dovuti rimedi”

E conclude: “Se la situazione a Foggia rimane sotto controllo, è grazie alla professionalità ed all’abnegazione della polizia penitenziaria che però è allo stremo e non ce la fa più. A questi eroi nascosti che fanno un lavoro oscuro e pericolosissimo il Sappe esprime il proprio ringraziamento considerato che sono figli ripudiati da un’amministrazione penitenziaria ingrata, pronta a punire per il minimo errore, ma che si dimentica del sacrificio e della professionalità di questi di lavoratori che dovrebbe ringraziare e premiare ogni giorno, per quello che fanno a tutela della legalità e delle istituzioni all’interno delle carceri Italiane”.

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