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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca San Marco in Lamis

Svastiche e frasi choc sulla facciata della Cattedrale di San Marco in Lamis, Merla furioso: "Chi ha compiuto questo vile gesto dovrebbe vergognarsi

Il sindaco: "Noi puliremo la facciata della chiesa, non so se voi riuscirete a ripulire le vostre coscienze". Sull'accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri, che stanno acquisendo i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona. Frasi e simboli sono stati già quasi totalmente rimossi

Amaro risveglio, questa mattina, a San Marco in Lamis, dove sono 'spuntate' svastiche e frasi choc sulle facciate di alcuni monumenti cittadini. 

"A morte comunisti e Cgil" è la frase che ha accolto i fedeli che, questa mattina, si sono recati presso la Chiesa Madre del paese per la messa, ma frasi e simbologie analoghe sono state individuate anche in altri luoghi cittadini, in altre zone del paese. Sull'accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri, che stanno acquisendo i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona. Frasi e simboli sono stati già quasi totalmente rimossi. 

"Una scritta di tre metri, con simboli fascisti, è apparsa stamattina addirittura sulla facciata della Chiesa Madre. Vergogna. Chi ha compiuto questo vile gesto dovrebbe vergognarsi a lungo", tuona il sindaco, Michele Merla "Sono esterrefatto: calpestare in questo modo la storia, la Costituzione. L’apologia di fascismo è un reato. Oggi non contano le bandiere politiche: tutta la comunità deve sentirsi offesa e prendere posizione contro questi gesti ripugnanti. 
"Noi puliremo la facciata della chiesa, non so se voi riuscirete a ripulire le vostre coscienze", conclude..

Sgomento anche nella comunità pastorale Ss. Annunziata-Sant’Antonio Abate-Santa Maria delle Grazie: "Questa notte la nostra comunità è stata ferita e al risveglio, sul muro della sala della comunità don Bonifacio di piazza Oberdan (Oratorio), abbiamo trovato simboli fascisti e scritte inneggianti alla violenza contro i comunisti e la Cgil. Immaginiamo che il riferimento sia alla manifestazione che ieri si è svolta a Roma a sostegno della Cgil e contro gli estremismi, in risposta ai fatti della scorsa settimana", spiegano.

"In una comunità il noi viene prima dell’io, il bene di tutti prima del bene del singolo e noi non possiamo che ribadire la nostra adesione a tutte le regole sociali che salvaguardano la salute del singolo e della collettività; come comunità educante, inoltre, diciamo il nostro no deciso ad ogni forma di estremismo e di violenza. Le opinioni e le idee diverse si confrontano nei luoghi istituzionali e sociali e nella dialettica democratica, rispettosa delle persone e dei luoghi. Non sappiamo se chi ci ha lasciato queste scritte abbia voluto simbolicamente colpire anche la Chiesa o semplicemente abbia scelto una parete grande, facile da raggiungere e visibile a tutti".

"Di sicuro, è grave che l’apologia alla violenza ed al fascismo sia stata posta sulla parete della sala che noi abbiamo dedicato e ristrutturato per i ragazzi e per i giovani. Ancora una volta, ribadiamo che non è questo lo stile che vogliamo lasciare ai nostri piccoli: vogliamo, e sogniamo, un mondo in cui la diversità ed il dialogo siano valori condivisi, desideriamo una comunità, civile ed ecclesiale, che sappia confrontarsi, discutere su idee diverse ma nel rispetto reciproco. L’episodio che è accaduto è grave, ma non fermerà la nostra voglia di costruire un mondo migliore per tutti, per i piccoli in particolare, fondato sul rispetto delle regole della convivenza sociale. Siamo disposti al confronto con chi non condivide le scelte del Governo e a cui noi abbiamo aderito per il bene di tutti, ma chiediamo che il confronto si svolga alla luce del sole e nel rispetto di tutti. E per tutti le nostre porte rimarranno aperte, perché siamo e saremo casa accogliente per tutti", concludono.

Aggiornato alle 14.23

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