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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Apricena

‘Suoni in Cava’: lettera al sindaco di Apricena. Su Fb: “Riportateci in cava”

Francesco Iacubino, ideatore del giornalino locale "pensa che puoi decidere tu", ha scritto al sindaco Antonio Potenza. La gente del web si mobilita, su facebook nasce il gruppo "Riportateci in cava"

Non si placano le polemiche che ruotano attorno la decisione del sindaco di Apricena, Antonio Potenza, di porre fine all’avventura di “Suoni in Cava” – “per via dell’elevato numero di autorizzazioni che occorrono" - manifestazione musicale che dal 2000 è simbolo indiscusso dell’estate apricenese e soprattutto della Capitanata.

Decisione, questa, che ha spinto Francesco Iacubino, studente universitario di 20 anni e ideatore del giornalino locale “pensa che puoi decidere tu”, a scrivere una lettera indirizzata al primo cittadino. E alcuni cittadini a creare un gruppo su facebook, “Riportateci in cava”, dove si discute della triste decisione del sindaco e si cercano soluzioni alternative per superare o bypassare l’ostacolo di nome “Potenza”.

GRUPPO FACEBOOK: "RIPORTATECI IN CAVA"

Caro Sindaco, ho assistito a tutte le edizioni di Suoni in Cava (da quando si chiamava ancora Jazz in Cava). Per me questa manifestazione musicale, ma soprattutto culturale, rappresenta al meglio ciò che è "l'Apricenesità": le cave, la musica e il calore della nostra terra.

Vedere tanta gente scendere nelle nostre cave e poter leggere nei loro occhi lo stupore, che solo un posto fantascientifico come quello poteva regalarti, era per me (e per ogni apricenese) motivo di orgoglio.

Non si può non essere orgogliosi di una manifestazione conosciuta ed apprezzata in tutta Italia. Suoni in Cava è un collante culturale tra il passato ed il presente della nostra terra, tra la storia dei nostri cava monti,
che è poi la storia della nostra identità, e le musiche dei più grandi artisti.

Tagliare Suoni in Cava è come tagliare via un pezzo della nostra cultura e della nostra storia. "La cultura è vita, intesa nel suo rapporto fra conoscenza ed esperienza, arte e gioco, e dà la misura del carattere, del grado di civiltà, in sostanza della vitalità di una società. I tagli alla cultura sono tagli alla vita."

Augurandomi che Lei e la Sua giunta (e tutti i "delegati") possiate riflettere meglio su questa scelta e magari fare un passo indietro.



 

 

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