Choc a Cerignola, omosessuale si toglie la vita. Scalfarotto: “Pesa sulla coscienza di tutti”

La notizia della morte di ‘Tonino’, così com’era conosciuto il 40enne, ha scosso anche il sottosegretario alle Riforme, Ivan Scalfarotto. Per ‘Changes’ situazione aggravata da “atteggiamento omofobo”

Ambulanza 118, foto di repertorio

Sgomento e rabbia a Cerignola per la morte di ‘Tonino’, “omosessuale con alle spalle una crudele storia di emarginazione e di bullismo omofobico”. Il 40enne si sarebbe tolto la vita, dopo che – si legge su Lanotiziaweb – era rimasto invalido in una delle due occasioni in cui aveva tentato la strada del suicidio. Il corpo senza vita dell’uomo è stato trovato dai sanitari del 118.

Queste le parole di Ivan Scalfarotto, il sottosegretario alle Riforme del Governo Renzi, oggi al suo undicesimo giorno di digiuno per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sull'assenza nel nostro Paese di norme a riconoscimento e tutela dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans: “Ancora più intollerabile è che questo avvenga in un mondo alla rovescia, dove le vittime sono dimenticate nel silenzio e nell’oscurità e le colpe e i colpevoli agiscono con la protervia di chi si sente protetto, blandito, silenziosamente incoraggiato.”

Si chiede Scalfarotto: “Non è forse un mondo alla rovescia, un mondo dove si insabbia la legge contro l’omofobia, dove si attacca il lavoro dell’UNAR contro la discriminazione, dove in un'aula parlamentare si urla che insegnare inclusione e rispetto significa mettere le mani sui bambini e dove il sindaco appena eletto di una città patrimonio del mondo come Venezia mette all'indice 49 libri di favole per l'infanzia?”

L’esponente del Partito Democratico conclude: “L’inferno di discriminazione, di diritti negati, di umana sofferenza in cui vivono tanti nostri concittadini, solo a causa della propria omosessualità è prodotto e alimentato da questo rovesciamento della realtà che usa come paravento ideologie frutto della stessa fantasia di chi le combatte e confessioni che, come invece dimostra il messaggio che giunge da chi vi esercita responsabilità apicali, predicano tutt’altro insegnamento. Chiedo dunque a tutti gli indecisi, i silenti, i pigri, di scuotersi; perché ognuna di queste vite spezzate pesa come un macigno sulle coscienze di tutti.

Questo invece il commento rilasciato da Lorenzo Frattarolo, presidente dell’associazione foggiana Changes: “Non lasciamo che dopo l’arcobaleno del Pride, del fiume gioioso che ha invaso le strade di Foggia meno di una settimana fa, torni il buio della solitudine. Dobbiamo accendere i riflettori sulla zona d’ombra del nostro vivere sociale, quelle nelle quali, magari prendendo a pretesto una fede, si professa e si pratica discriminazione nei confronti di altri esseri umani.

Aggiunge Frattarolo: “La somma dei pesi che il suicida di Cerignola ha dovuto sopportare e che già in precedenza lo aveva indotto a tentativi di suicidio, è stata senz’altro aggravata dall’atteggiamento omofobo tenuto nei suoi confronti dalla sua città e dalla sua stessa famiglia”

E conclude: “Antonio è ormai al di là di ogni odio e di ogni, ma noi abbiamo il dovere di pensare ai tanti Antonio a cui il nostro pregiudizio, la nostra miopia e la nostra ferocia impongono un calvario simile al suo. Difendiamo l’arcobaleno e la sua gioia.”

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