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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca

A Foggia si continua a morire di carcere

Detenuto nigeriano 40enne si tolto la vita impiccandosi

Con cinque decessi il carcere di Foggia resta l'istituto penitenziario dove sono avvenuti più casi di suicidio dall’inizio dell’anno. Si aggrava il bilancio già denuncato nel dossier presentato nei mesi scorsi da Antigone 'Suicidi. Persone, vite, storie. Non solo numeri', secondo il quale in via delle Casermette ci sarebb un educatore ogni 190 detenuti. L'ultimo suicidio in ordine di tempo è avvenuto due notti fa, quando un 40enne nigeriano arrestato il 17 novembre per concorso in estorsione - rinchiuso nel reparto accoglienza con il suo coimputato - si è impiccato. 

Tra le storie raccontate nel report vi è anche il caso di un uomo di 36 anni di origine lucana, "pare affetto da problemi di natura psichiatrica", detenuto nel carcere di Foggia solo da pochi mesi e che a giugno sarebbe dovuto uscire per fine pena. Il 23 aprile si è però tolto la vita all’interno della sua cella. Un'altra persona di 30 anni si è suicidata il 21 agosto nel giorno del suo compleanno. L'11 maggio l'ha fatta finita un uomo di 62 anni. Straniero il 35enne suicida l'8 gennaio. 

"La carenza di organico e il sovraffollamento della struttura questa volta non hanno permesso agli agenti di Polizia Penitenziaria di arrivare in tempo e salvargli la vita" evidenzia il coordinatore provinciale Cgil-Fp polizia penitenziario, Gennaro Ricci: "Questo ulteriore decesso riporta alla cronaca la situazione di un istituto con evidenti problemi organizzativi e gestionali emersi con evidenza con l’evasione di massa del 2020, criticità già conosciute dettagliatamente dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e dal Provveditorato Regionale di Bari, ma che ci si ostina a non voler risolvere, limitandosi ad un avvicendamento sconsiderato di Comandanti e l’invio di personale in missione con compiti di mera osservazione, determinando una organizzazione del lavoro fallimentare. E’ indispensabile invece un Comandante di Polizia Penitenziaria in pianta stabile, che abbia la possibilità reale di incidere sull’organizzazione del lavoro ed è necessario procedere con i distacchi del personale che ha risposto all’interpello per lavorare a Foggia, ma che ancora non vengono chiamati".

Ricci aggiunge: "Ad una situazione triste della casa circondariale di Foggia, fa eco, l’affollamento degli istituti Pugliesi, Regione che oramai ha raggiunto l’apice dell’indice di affollamento con il 40% di detenuti in più rispetto alle capienze, primato di Regione con il maggior affollamento di detenuti nelle sue carceri, superando anche la Lombardia che fino ad oggi ne deteneva il primato. Oltre a questo c’è da aggiungere l’estrema carenza di personale negli istituti della Puglia che con l’ultimo decreto delle piante organiche del 2017, veniva decurtata del 28% di personale di Polizia Penitenziaria, facendone la Regione con la decurtazione di organico maggiore a fronte di altre che ne venivano incrementate della stessa percentuale. Un errore madornale e, riteniamo, voluto da parte del Dap che ad oggi crea una situazione davvero pericolosa nelle carceri pugliesi".

La Fp Cgil ritiene indispensabile per le Puglia un consistente e definitivo incremento di organico negli istituti della Regione, attraverso la rideterminazione degli organici dei Provveditorati Regionali e di ogni singolo istituto sulla base di una equa ridistribuzione dell’organico nazionale. "Per l’istituto di Foggia riteniamo indispensabile un incremento urgente di 20 unità, l’assegnazione definitiva del Comandante di Reparto già individuato dall’interpello in corso di validità e una revisione totale del modello organizzativo dell’istituto".

                                                       

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