Al Volta gli studenti entrano, ma escono causa termosifoni rotti

Sono entrati alla seconda ora. I termosifoni in funzione hanno spento le speranza di chi forse avrebbe preferito non entrare. Poi i riscaldamenti si sono spenti e alle 12 i ragazzi sono usciti in anticipo

Studenti al Liceo Volta

Alla fine gli studenti, dopo 6 giorni di vacanza, sono tornati tra i banchi. Lo ha ammesso lo stesso Andrea Pietrocola che ieri, postando un messaggio polemico su Facebook contro la decisione del primo cittadino di riaprire regolarmente le scuole oggi, ha innescato una furiosa reazione a catena creando un vero e proprio "caso".

Non avendo valutato a dovere, evidentemente, lo studente, la potenza di Facebook, diventata un'enorme cassa di risonanza. "Mi hanno dato addirittura del sovversivo" dichiara Pietrocola a Foggiatoday, "Io ho semplicemente posto un problema serio, che viene da lontano. Quello dei riscaldamenti negli istituti, sistematicamente insufficienti. E se nelle aule si gela con temperature di gran lunga migliori, figuriamoci oggi, dopo una settimana di neve e gelo".

Ma il veloce sopralluogo di questa mattina presso la scuola che frequenta (il liceo "Volta"), ha fatto deporre l'ascia di guerra: "I termosifoni funzionano - riconosce - a questo punto entreremo alla seconda ora". Gli studenti, dunque, fanno un passo indietro. In fondo neve e gelo hanno lasciato il posto oggi a Foggia ad un pallido sole con temperature che nelle prime ore del mattino facevano registrare 4 gradi. E che procedono al rialzo, anche se lieve.

L'assembramento creatosi davanti all'istituto va riducendosi con il passare dei minuti. Entrano alla spicciolata, richiamati all'ordine dai professori che nel frattempo raggiungono la scuola. I più "volenterosi", incuranti del freddo, siedono tra i banchi già dalle 8.30. Mentre un gruppetto di irriducibili pare proprio ne voglia sapere di tornare a scuola e sventola il vessillo della solidarietà: "Metà classe non verrà oggi. Sono gli studenti pendolari. Nei comuni limitrofi i pullman non sono neanche partiti, bloccati dalla neve. Che logica c'e' in tutto questo?".

Dalla provincia, in effetti, numerose le assenze. In particolare dal Subappennino, in piena emergenza maltempo. Ma il sentimento solidale degli studenti foggiani, evidentemente, non ha convinto il sindaco Mongelli che ieri, nonostante una cascata di messaggi di protesta abbia invaso la sua bacheca Facebook, ha tenuto il punto: si torna a scuola.

Riscaldamenti funzionanti e lezioni regolari anche negli altri istituti, compresi il Liceo Marconi e l'Istituto Pascal, anch'essi finiti ieri al centro della polemica. Mentre si divide il fronte dei genitori. Numerosi coloro che hanno provveduto ad andare a riprendere i figli da scuola ("lì dentro si gela" dicono); altri, invece, i figli ce li hanno portati di forza e, tra il serio e il faceto, alla vista degli assembramenti, ammoniscono: "Forza, a scuola. Ai miei tempi si studiava in condizioni peggiori. Tranquilli, non morirà nessuno".

Poi però l'ufficio di presidenza si è visto costretto a rilasciare un permesso uscita anticipata alle 12 per il mal funzionamento dei termosifoni.

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Andrea Pietrocola: “Da parte del Liceo non c'è stata nessuna marcia indietro nell'affrontare la protesta. I rappresentanti d'istituto avevano avvisato tutti i compagni che solo qualora i termosifoni non avessero funzionato, il Volta non sarebbe entrato. Infatti, alle 8:10  i quattro rappresentanti e altri sei studenti, organizzatisi in una delegazione, hanno accertato il buon livello di riscaldamento della scuola, invitando il resto degli studenti ad entrare. Quando poi  alle 10:30 i termosifoni si sono spenti, i rappresentati, rimanendo coerenti con lo spirito della protesta, si sono attivati e hanno fatto richiesta in presidenza per un permesso di uscita anticipata, giunto alle 12”.

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