Omicidio Dedda, chiarita la dinamica. Nella notte esami stub e perquisizioni

L’omicidio sembrerebbe inquadrarsi nella guerra di mala riesplosa dal settembre scorso a Foggia, e che ha contato almeno quattro agguati falliti ai danni di altrettanti soggetti ritenuti vicini alla consorteria opposta dei Moretti-Lanza

Foto R. D'Agostino

Interrogatori, stub e perquisizioni. Nella serata e nella notte appena trascorse, gli agenti della squadra mobile di Foggia hanno ascoltato amici e parenti di Rocco Dedda, il 47enne foggiano freddato nel primo pomeriggio di ieri, sull’uscio di casa, in via Capitanata, nel cuore di Borgo Croci.

Quello di Dedda è stato il primo omicidio del 2016; ad agire, per gli inquirenti, sono stati killer professionisti che non hanno lasciato scampo alla vittima. Gravemente ferito, il 47enne è morto poco dopo ion ospedale, dove era arrivato in condizioni già disperate. Chiarita dunque la dinamica dell’accaduto: mancava poco alle 15 quando un uomo ha bussato all’abitazione del 47enne, pregiudicato e ritenuto dagli inquirenti vicino al clan Sinesi-Francavilla.

Dedda si è affacciato oltre la porta d’ingresso, rimanendo all’interno del cortiletto della sua abitazione a piano terra, ed è stato lì che è stato raggiunto da una sventagliata di proiettili calibro 9. Sette i colpi esplosi, quattro quelli andati a segno tutti nella zona del torace; uno quello mortale, che ha colpito Dedda dritto al petto, all’altezza del cuore. All’interno dell’abitazione, vi era la compagna dell’uomo con i due figli, di 3 e 11, che fortunatamente non hanno assistito a quella che sembra una vera e propria “esecuzione”.

L’omicidio di Rocco Dedda, infatti, al momento, sembrerebbe inquadrarsi nella guerra di mala riesplosa dal settembre scorso in poi a Foggia, e che ha contato almeno quattro agguati falliti ai danni di altrettanti soggetti ritenuti vicini alla consorteria criminale opposta, ovvero quella dei Moretti-Lanza. Ed è proprio in quell’ambito che sono stati eseguiti i primi due stub (l’esame che serve a verificare la presenza di polvere da sparo su pelle e tessuti) e le prime perquisizioni.

Al momento non è stata trovata l’arma utilizzata per l’omicidio, ma poco dopo il fatto di sangue, una motocicletta completamente distrutta dalle fiamme è stata recuperata al Villaggio Artigiani, a Foggia. Non si esclude che possa essere il mezzo utilizzato dai sicari per l'agguato. Nell’archivio della squadra mobile di Foggia, i precedenti ascrivibili a Dedda sono tanti e diversificati: dai reati contro il patrimonio al traffico di droga. Il suo ultimo arresto risale al 2013, quando fu coinvolto in una operazione dei carabinieri che ha stanato un traffico di stupefacenti in Capitanata proveniente direttamente da Grecia e Albania.

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