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Strisce blu

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Ancora strisce blu in città: in via Manfredi altro parcheggio a pagamento

Il servizio di sosta tariffata nell'area in questione parte oggi, come disposto dall'ordinanza sindacale n.69 del 9 luglio. Gli interrogativi di Giorgio Cislaghi sulla riduzione della corse

Ancora strisce blu, ancora un’area adibita a “parcheggio a pagamento senza obbligo di custodia”. Stiamo parlando del parcheggio di via Manfredi che – come disposto con ordinanza sindacale n. 69 del 9 luglio, firmata dal sindaco Gianni Mongelli – a partire da oggi, 15 luglio, sarà gestito dagli operatori dell’Ataf secondo le tariffe e le fasce orarie vigenti per la sosta tariffata nelle altre piazze e strade del centro cittadino.

Tutto ciò pur essendo ancora ben lontani dalla realizzazione e compiuta attuazione delle tanto attese politiche di promozione e sostegno della mobilità integrata e sostenibile. Quella riperimetrata da via Manfredi fino alla recinzione delle Ferrovie dello stato, infatti, era una delle zone inizialmente individuate come “area di scambio”, nella quale realizzare – con i proventi della sosta tariffata, appunto – un sistema di “Park & Ryde, con parcheggi di scambio e la realizzazione di infrastrutture per garantire la sostenibilità ecologica e sociale del traffico privato e pubblico.

Solo pochi giorni fa, sull’argomento, si era espresso in modo piccato Salvatore De Martino, consigliere circoscrizionale del Popolo della Libertà: “Ci hanno fatto ingoiare il boccone amaro di una città piena di strisce blu ed ora riducono in maniera drastica le linee Ataf per il periodo estivo. Non è così che si incentiva la mobilità sostenibile”. Oggi, invece, alla voce di De Martino si aggiunge quella di Giorgio Cislaghi, segretario del circolo Prc “CheGuevara” di Foggia.

“L’Ataf non è in grado di soddisfare le normali richieste di trasporto pubblico urbano e non abbiamo spiegazioni plausibili sul perché sia stato ulteriormente ridotto il servizio. Inutile ricordare al plenipotenziario direttore di Ataf ci sono zone di periferia che attendono invano di avere una adeguata copertura del servizio pubblico (ad esempio le zone di “recente urbanizzazione” di via San Severo o il quartiere Ordona-Lavello), come inutile ricordare che l’azienda pubblica dovrebbe occuparsi di promuovere la “mobilità sostenibile” per ridurre la pressione delle auto private sul centro città. Onestamente non riusciamo a capire come si possa invogliare l’uso dei mezzi di trasporto pubblico se il servizio continua a subire “rimodulazioni” con i conseguenti tagli delle corse degli autobus”.

E prima di concludere, Cislaghi rilancia: “E’ ora di chiedere conto ad Ataf di come sono spesi i soldi incassati dalla sosta tariffata, di quale sia la reale situazione economica dell’azienda, del perché non ci sono le risorse per effettuare la manutenzione dei mezzi. Al sindaco chiediamo di revocare l’incarico di amministratore unico al direttore di ATAF e, continuando a ricordare l’egregio lavoro del dott. Mazzamurro, gli chiediamo di nominare almeno un nuovo amministratore al vertice dell’azienda perché, siamo certi, che in azienda ci sono le professionalità per rilanciarla verso un’efficienza oggi insperata.

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