Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Foggia, ‘Stop the Apocalypse’: il corto che vuole scuotere una città alla deriva

E' di Gianluigi Carella, studente 17enne del Lanza: "L'obiettivo è scuotere gli animi e le coscienze, far capire che il degrado, questo buio che incombe, si combatte con la luce che è in ognuno di noi"

Il messaggio è uno solo. Forte e chiaro. Fermare il degrado, o meglio - riprendendo il titolo stesso del corto – fermare l’apocalisse. Il video, che porta la firma del giovanissimo Gianluigi Carella, rappresenta una istantanea, disincantata e disillusa, della città di Foggia, una carrellata di immagini lunga sei minuti. Le scene sono state immortalate in giro per le strade del capoluogo dauno con un cavalletto e una reflex digitale: tanto basta, secondo il giovane regista e movie maker, per raccontare una città in degrado, a tinte forti, prossima all’autodistruzione.

Tre giorni e tre notti di riprese e montaggio, per confezionare il corto “Stop the Apocalypse” proiettato la scorsa settimana durante la manifestazione “Foggia cambia pagina. La città che vogliamo”, organizzata dall’associazione politico-culturale fondata da Paolo Mongiello. Dalle periferie degradate al “salotto buono” di Foggia: ecco come la città viene vista dal giovane regista, 17enne foggiano con la passione per il teatro, la fotografia e i nuovi linguaggi, che ogni giorno siede tra i banchi del liceo classico “Vincenzo Lanza” di Foggia.

Il prodotto finito, elaborato in fase di post-produzione, racconta di una distruzione che viene dall’alto cui assistono impotenti i “simboli” della città, da quei cieli grigi e minacciosi che rendono particolarmente drammatiche le espressioni e i volti della gente comune, resi scultorei e plastici come quelli delle statue di piazza Giordano. “L’obiettivo di questo progetto è semplicemente emozionare, scuotere gli animi e le coscienze, far capire che il degrado, questo buio che incombe, si combatte con la luce che è in ognuno di noi”, spiega Gianluigi che, in questi giorni, ha incassato le attestazioni di stima da parte molti coetanei e addetti ai lavori.

STOP THE APOCALYPSE: IL VIDEO

E a salvare la città – seguendo lo story board del corto - saranno proprio le generazioni più giovani. “Scuotere le coscienze significa che ognuno, partendo da se stesso, può trovare la forza per cambiare lo stato delle cose. L'unico interprete più o meno riconoscibile - il ragazzo nella parte finale del corto - sono io”, spiega il 17enne che, terminato il liceo, si iscriverà alla facoltà di Giurisprudenza.

“I movimenti, lenti, cadenzati, a passo con la musica, sono tutti studiati, così come gli effetti di sky replacement: in ogni scena, infatti, il cielo è rimpiazzato e modificato per conferire al girato maggiore tensione drammatica”. Nell’impostazione generale del corto, Gianluigi si è ispirato – fatte le dovute proporzioni – alla pellicola “Melancholia” di Lars Von Trier, salvo poi aprirsi alla luce e al colore nella parentesi di speranza e cambiamento così sollecitata e invocata.

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