Polizia Penitenziaria in stato di agitazione a Lucera: “Stress e logorio psicologico”

Il personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Lucera, ha ripreso lo stato di agitazione, attuato con l’astensione ad oltranza dalla Mensa Obbligatoria di Servizio

Immagine di repertorio

Le organizzazioni sindacali SAPPE, SiNaPPe, OSAPP, CISL FNS, FSA CNPP E Regionale UGL, congiuntamente, denunciano, per l’ennesima volta, le critiche condizioni in cui è costretto a lavorare il personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Lucera, richiedendo l’intervento dei Superiori Uffici del DAP, in considerazione  dell’inerzia del Provveditorato Regionale.

DAP che il 21 maggio ha tenuto un confronto con le scriventi, in cui, il direttore ed il comandante, preso contezza delle lamentele denunciate dal personale, hanno fatto proprio l’impegno di verificare le criticità denunciate. In ragione di ciò, e con una diversa apertura di credito nei confronti dell’autorità dirigente, il personale di Polizia Penitenziaria ha deciso di sospendere la pacifica manifestazione di protesta attuata nelle forme dell’astensione dalla mensa obbligatoria di servizio intrapresa pochi giorni prima.

Tuttavia, seppur apprezzabile un accenno di ripresa delle “Relazioni Sindacali” nonché una lieve forma di apertura al dialogo dimostrata dalla Direzione (in particolare dal comandante del Reparto), non si è di fatto apprezzata quella virata auspicata, ragion per cui si continua a lamentare l’ormai insopportabile disagio psicofisico arrecato dal persistente ed ostinato modus operandi adottato in materia di gestione delle risorse umane. Una filosofia gestionale che è da ricercare come la causa di una diffusa forma di malumore nonché di una concitata condizione di “Stress e logorio psicologico ” .

Il personale, denuncia il modo in cui vengono organizzati i turni di lavoro in quanto si ravvisa una continua e palese violazione delle Vigenti Normative di cui all’Accordo Quadro Nazionale per il Corpo di Polizia Penitenziaria: Iniquità di trattamento, violazione del criterio dell’uguaglianza di posizione, attitudine e dignità professionale, delle pari opportunità, nonché delle previste e necessarie eque condizioni lavorative. Impiego di personale appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria in compiti amministrativo-contabili. Iniqua ripartizione dei Riposi Festivi, Domenicali ed Infrasettimanali; Mancata programmazione del Riposo Settimanale. Iniqua ripartizione dei turni prefestivi. Iniquità nella concessione del Congedo Ordinario. Programmazione di turni festivi domenicali e infrasettimanali in eccedenza al limite di “ TRE ”. Programmazione di più turni domenicali consecutivamente. Predisposizione di turni di servizio a tre quadranti con assenza di partecipazione e confronto con le Organizzazioni Sindacali (soprattutto in considerazione che all’esame del 27/4/2012 la maggioranza rappresentativa Sindacale si è dichiarata contraria alla programmazione di turni di lavoro di otto ore). Programmazione dei turni di servizio notturno oltre le sei ore (violazione art. 9 comma 4 lettera b). Violazione della tutela prevista dall’Accordo Quadro Nazionale per il Corpo di Polizia Penitenziaria, per il personale che ha superato il cinquantesimo anno di età o che abbia oltre trenta anni di servizio (art. 9 comma 4 lett. “C “ e art. 10 comma 11 AQN). Mensilmente il foglio di servizio (programmato) di cui all’art. 30 del DPR 15/2/99 N° 82 viene predisposto in ritardo ed in forma parziale, in violazione a quanto previsto dall’art. 8 comma 8 AQN. Assoluta mancanza di comunicazione della concessione o meno delle richieste dei lavoratori, in violazione della ratio della programmazione dei turni mensili, finalizzata a far in modo, che il lavoratore possa organizzare la propria vita privata in funzione dei propri turni di servizio. Mancata emanazione degli interpelli per ricoprire i posti ad incarico fisso resi vacanti a vario titolo. Impiego, per ricoprire le vacanze di personale nei posti di servizio ad incarico fisso (cucina detenuti, spaccio, NTP ecc.) di Poliziotti, che rivestono già altro incarico c.d. a turno fisso.

Motivi, questi, che causano una grave forma di insoddisfazione, ‘Stress e logorio psicologico’ fra il personale a cui l’amministrazione è tenuta a porre rimedio. Alla luce di quanto detto, il personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Lucera, dalla data del 15 luglio ha dichiarato la ripresa dello stato di agitazione, attuata con l’astensione ad oltranza dalla Mensa Obbligatoria di Servizio  (M.O.S.), fino a concreto impegno per la risoluzione della problematica narrata. Ai superiori uffici del DAP, già notiziati delle gravi condizioni in cui versa il personale di Polizia Penitenziaria di Lucera, si rinnova l’invito ad un deciso intervento teso alla ricostruzione di un clima di serenità ed efficienza lavorativa.

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