Sulle spiagge di Vieste non c’è scampo per i ‘vù cumprà’: primi controlli, sequestri e sanzioni

La Polizia Municipale del posto prosegue la sua azione di contrasto contro l’abusivismo commerciale. Quest’anno anche azioni di prevenzione per informare i turisti dei rischi che corrono acquistando da un ambulante abusivo

I vu cumprà

Sulla scia dei controlli compiuti lo scorso anno e delle sanzioni e sequestri comminati a decine di ambulanti e venditori di occhiali, cappelli, costumi e teli da mare in spiaggia, ieri mattina gli uomini del comandante Ten. Manzi Michele hanno effettuato controlli sugli arenili, da nord a sud, effettuando principalmente una importantissima azione di prevenzione. Sono stati effettuati i primi sequestri ed elevati i primi verbali di natura commerciale della stagione estiva ormai alle porte.

Si preannunciano controlli più severi. Gli ambulanti, che  molto spesso sono in possesso di autorizzazione alla vendita in forma itinerante di tipo ‘B’, non sono in possesso di autorizzazione rilasciata dall'autorità marittima, quindi non possono effettuare la vendita in spiaggia.

I prodotti messi in vendita poi, molto spesso non hanno una etichetta, non sono tracciabili e non sono garantiti secondo gli standard della Comunità Europea. Le azioni di prevenzione messe in atto dagli agenti del Comando Polizia Municipale di Vieste consistono proprio nell’effettuare nei confronti dei turisti in spiaggia, una capillare informazione in merito, facendo notare i rischi che si corrono acquistando da un abusivo.

Dal comando di Vieste evidenziano come dietro la contraffazione e l'abusivismo si nascondono spesso realtà abominevoli come lo sfruttamento di bambini dei paesi poveri, costretti a lavorare per produrre prodotti contraffatti, piuttosto che giocare o studiare. Acquistare un prodotto contraffatto produce un danno alla collettività ed anche all'acquirente stesso. Acquistare merce contraffatta comporta cali di produzione per aziende "regolari" e quindi perdita di posti di lavoro. Acquistare prodotti contraffatti arreca ingenti danni alle aziende, ma anche allo Stato che attraverso le imposte come tasse e Iva, incamera liquidità che possono essere utilizzate per garantire servizi necessari come sanità, pensioni, scuola……). Inoltre va ricordato che la merce posta in vendita deve avere necessariamente una etichetta in lingua italiana. Vendere merce contraffatta è un reato, e chi lo fa rischia il carcere. Acquistare merce contraffatta invece comporta sanzioni fino a 7mila euro.

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