Sparatoria San Severo: arrestati Iacobazzi Giuseppe e Padulo Vittorio

Iacobazzi Giuseppe e Padulo Vittorino sono ritenuti responsabili dell'agguato di via Mario Carli ai danni di Giacomo Perrone. Avrebbero sparato, investito con l'auto riempito di calci e pugni il 31enne

Svolta nelle indagini della sparatoria avvenuta ieri in via Mario Carli a San Severo. “Un episodio che non va inquadrato in contesti vicini alla criminalità organizzata, ma che riteniamo ugualmente di assoluta gravità per la violenza con la quale è stato perpetrato”.

L’episodio stigmatizzato in poche parole dal dirigente della squadra mobile di Foggia, Alfredo Fabbrocini, è quello accaduto ieri mattina, in via Mario Carli, all’estrema periferia di San Severo, dove un uomo di 31 anni, Giacomo Perrone, è stato oggetto di un tentato omicidio.

Un episodio di inaudita violenza che secondo gli inquirenti affonderebbe le sue radici in ambito condominiale, tra le mura della palazzina al civico 2 di quella stessa via dove risiedono, ognuno con i rispettivi nuclei familiari, tutti i protagonisti della vicenda: la vittima ed i due indagati, il 33enne Giuseppe Iacobazzi ed il 26enne Vittorino Padulo, entrambi sanseveresi (il primo già pregiudicato, il secondo è noto alle forze di polizia) nei confronti dei quali la mobile di Foggia, unitamente agli agenti del commissariato del centro dell’alto Tavoliere, ha eseguito un fermo di indiziato di delitto per il reato di tentato omicidio in concorso ed estorsione.

Gli agenti sono sulle tracce di una terza persona, quella che avrebbe materialmente impugnato la pistola indirizzandola verso Perrone. Stando ai primi esiti delle indagini, non si tratterebbe di vecchie ruggini o screzi tra condomini, ma di una vera e propria condotta vessatoria, continue ed ingiustificate richieste di denaro che Perrone sopportava da tempo a titolo di ratei condominiali inesistenti.

Ieri l’ennesima richiesta da addebitare - pare – alla rottura di una cassetta della posta. Di fronte all’ennesima richiesta di denaro, però, l’uomo avrebbe reagito in modo violento anche per difendere la moglie, presente alla scena, che sarebbe stata aggredita dalle mogli dei dirimpettai.

Sarebbero state loro, infatti, ad avanzare l’ennesima ed immotivata pretesa economica e per questo la loro posizione nella vicenda resta al vaglio della polizia. Il litigio avrebbe coinvolto inizialmente solo le donne; urla e spintoni che hanno richiamato l’attenzione degli uomini che sono passati subito dalle parole ai fatti: gli animi si sono accesi al punto tale che la terza persona, dopo aver recuperato un’arma, ha esploso quattro colpi di pistola calibro 7.65 all’indirizzo della vittima che, miracolosamente, è riuscita ad allontanarsi indenne.

Perrone ha provato, quindi, a guadagnarsi la fuga scendendo in strada, ma è stato investito poco dopo dai due indagati che, a bordo di una Fiat 500,

Approfittando del momentaneo stato di confusione del 31enne, rimasto tramortito sull’asfalto per alcuni minuti, i due uomini si sono accaniti su di lui, colpendolo ripetutamente con calci e pugni.

Solo l’arrivo del cognato del malcapitato, ha fermato il pestaggio in atto. Perrone, dopo essere miracolosamente scampato all’agguato, è stato ricoverato all’ospedale Masselli Mascia dove i medici gli hanno riscontrato un trauma cranico facciale, contusioni multiple ed un trauma addominale chiuso. Se la caverà con 20 giorni di prognosi.

 

 

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