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Smantellata una blindatissima centrale dello spaccio in via Mario Carli: i carabinieri scoprono un altro covo dei pusher tra le case popolari

In una cantina ricavata da un piano terra nella palazzina gemella rispetto a quella dove avevano arrestato una settimana prima altre due persone a San Severo, i militari hanno trovato hashish e marijuana, nascosti anche in un'intercapedine tra due garage

Doppia porta blindata e un efficace sistema di videosorveglianza a 360° che consentiva ai pusher di accorgersi in anticipo dell’arrivo delle forze dell’ordine. Qualcosa, però, questa volta è andato storto e i carabinieri hanno espugnato il fortino dello spaccio. Si trovava nella palazzina gemella rispetto a quella in cui il 19 febbraio scorso avevano già scoperto un altro covo di spacciatori, in via Mario Carli, con l'arresto di due giovani.

La mattina di sabato 27 febbraio, i militari della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di San Severo sono ritornati tra quelle case popolari e hanno fatto irruzione in un sorta di cantina ricavata al piano terra del condominio. Una volta entrati, hanno accertato che era il fulcro di una intensa e organizzata attività di spaccio di droga.

Oltre a rivenire alcune dosi di hashish e marijuana, bustine in cellophane, forbici e altro materiale per il confezionamento dello stupefacente, hanno trovato una cassa che conteneva oltre 400 euro, in monete e banconote, provento di spaccio.

La perquisizione è stata poi estesa ai garage e qui - grazie all'ausilio dei carabinieri dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Puglia”, abili nella ricerca di latitanti, armi e stupefacenti - è stata scoperta un’intercapedine ricavata tra due garage e comunicante con la cantina sovrastante. All’interno, i carabinieri hanno trovato altri 10 grammi di hashish e cocaina, già suddivisi in dosi, e un bilancino di precisione.

Al momento del blitz, nel locale erano presenti due giovani di 27 e 28 anni, arrestati per concorso in detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio e, su disposizione del sostituto procuratore di turno, posti ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida che si è tenuta il 2 marzo. Per gli indagati è stato disposto l’obbligo di dimora presso il comune di residenza e di presentazione alla polizia giudiziaria.

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