Frane, smottamenti e allagamenti sulla Sp 48: è così da otto mesi, tra disagi e pericoli

Colpita dall'alluvione dei primi di settembre 2014, la strada provinciale che collega San Marco in Lamis e San Nicandro Garganico, è chiusa al traffico, ad eccezione di frontisti e residenti

Non c’è pace per la strada provinciale 48 che collega San Nicandro Garganico a San Marco in Lamis, colpita dall’alluvione che ai primi di settembre del 2014 mise in ginocchio il Gargano e provocò la morte del giovane allevatore Antonio Facenna e dell'ex dipendente dell'Anas, Vincenzo Blenx. A distanza di otto mesi sono ancora visibili i segni delle ferite procurate dal violento nubifragio: frane, smottamenti e allagamenti.

Il 2 ottobre 2014, a un mese dal tragico evento, i danni procurati dall'alluvione - quindi la mancanza di protezioni laterali e le precarie condizioni dei muri di contenimento - spinsero l'allora commissario della Provincia, Fabio Costantini, ad emanare l'ordinanza di chiusura al traffico del tratto stradale (dal km 1,3 al km 5,9), ad eccezione ("a proprio rischio") di frontisti e residenti nell’area boschiva, obbligati a percorrerla a una velocità massima di 30 km orari.

Trascorsi otto mesi, quasi un parto, la situazione non è migliorata. Tutt’altro. Su quel tratto di strada, non meno di qualche settimana fa, una parte della parete rocciosa ha ceduto, franando e abbattendo la rete di recinzione. In questi mesi, nonostante quell'ordinanza mettesse al corrente dello stato precario dei massi e del rischio di caduta sull'asfalto, nulla è stato fatto per scongiurare questo pericolo.

Ai ritardi nella messa in sicurezza e ripristino della SP 48, vanno ad aggiungersi i disagi provocati da un’altra frana (avvenuta in città a poche centinaia di metri dall'ingresso della SP 48) a pendolari e lavoratori, impossibilitati a raggiungere in tempi rapidi la vicina San Nicandro o viceversa San Giovanni Rotondo, a bordo degli autobus della Sita, costretti invece ad allungare il giro­ per Apricena. I mezzi pubblici impiegano il doppio del tempo.

Sull'abbandono della provinciale e sulle condizioni in cui versa, finalmente qualcuno si è espresso. Nazario Tancredi, segretario sannicandrese di Sel, fa le pulci alla Provincia chiedendo spiegazioni al presidente Francesco Miglio: “Quando vi deciderete a ripristinare la viabilità della strada provinciale 48? Per quanto tempo ancora i cittadini del comprensorio San Nicandro Garganico, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Rignano Garganico, dovranno subire i disagi che la chiusura della strada al traffico comporta? Perché i cittadini devono impiegare quasi un’ora con i mezzi pubblici per recarsi da San Nicandro a San Marco e viceversa, quando la strada provinciale 48 consentiva di impiegare soltanto 20-25 minuti? Si tiene conto del fatto che la strada viene percorsa anche per raggiungere presidi sanitari importanti?

Altro cruccio della Sp 48, trafficata soprattutto d’estate - quando cioè i sammarchesi si spostano in massa per raggiungere abitazioni, attività e spiagge di Torre Mileto, Capojale e Lido del Sole - è la presenza costante di rifiuti, anche in eternit, ripetutamente abbandonati a ridosso delle isole di sosta, di incroci, ai lati delle due carreggiate e in altri punti dell'arteria provinciale.

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