Cronaca

Costi superano le entrate, l'anno scolastico non si svolgerà. Genitori dell'Orfanotrofi Riuniti: "Siamo preoccupati per i nostri figli"

Il CdA della Asp ‘Maria De Peppo Serena e Tito Pellegrino’ di Lucera che gestisce l'istituto scolastico San Leonardo/Orfanotrofi Riuniti il 9 giugno scorso ha deliberato che l'anno scolastico 2021/2022, con riguardo a tutte le classi della scuola primaria, non si svolgerà

FOTO DA AREZZO NOTIZIE

Un gruppo di genitori della classe prima della scuola paritaria ‘Orfanotrofi Riuniti’ della Asp ‘Maria De Peppo Serena e Tito Pellegrino’, ha indirizzato una lettera al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al provveditorato agli studi, al consigliere regionale Antonio Tutolo e al sindaco Giuseppe Pitta, sottoponendo alla loro attenzione “una situazione sconcertante e che ci lascia basiti e senza futuro soprattutto per i nostri figli” scrivono.

Il riferimento è alla delibera del 9 giugno scorso con la quale il Consiglio di Amministrazione dell’azienda di cui fa parte l’istituto scolastico ha decretato la sospensione dell'anno scolastico 2021/2022, con riguardo a tutte le classi della scuola primaria.

“Questa notizia ha creato non pochi disagi a noi genitori già sottoposti a stress psicologico a causa della pandemia che ha costretto i nostri figli, all'inizio di un ciclo scolastico importante a rimanere e a casa a proseguire con la Dad. La questione ora si fa ancora più spinosa, perché i bambini saranno dirottati presso altri istituti all'interno dei quali il numero dei bambini per classe è elevato e noi avremo voluto almeno cercare di creare continuità sociale per i nostri figli che ora stanno subendo questo momento traumatico, perché si sa che la scuola è la seconda casa, e ora per quanto loro abbiano spirito di adattamento, si sentono persi e smarriti e manchevoli dei loro compagni di classe, con i quali avevano un rapporto fraterno, delle loro maestre, con le quali si era instaurato un legame che andava oltre il momento professionale e didattico, e dell'istituto, un istituto storico, dove tutto è a misura di bambino senza barriere architettoniche, dove non ci sono classi pollaio e dove, anche durante la pandemia, si poteva rispettare il distanziamento fisico”.

Tra i motivi che hanno inciso nella decisione del CdA dell'Asp, anche le “inevitabili perdite di esercizio, in quanto, attesa la sua vocazione sociale, le rette richieste alle famiglie degli alunni hanno dovuto sempre essere contenute al di sotto di pur minimi parametri, mentre, nel contempo, i costi sono di anno in anno aumentati”.

I costi sostenuti dall'Azienda Pubblica dei Servizi alla Persona' di Lucera sostenuti supererebbero le entrate e "rendono gravosi anche gli incombenti relativi alle altre strutture e agli altri settori", anche in virtù del fatto che l'azienda "ha dovuto effettuare interventi molto dispendiosi per far fronte a sanzioni sopraggiunte e non preventivabili, connesse a vicende riferibili a periodi alquanto risalenti”.

C'è di più. L'Asp, "nonostante abbia provveduto a tutti gli adempimenti grazie ai quali da molto tempo si sarebbe potuto e dovuto consentire la regolare ricezione di congrui flussi finanziari, non sta ricevendo alcunché dall'inizio del corrente anno da parte degli enti e degli organismi preposti a tanto, nonostante il loro innegabile impegno e l'interessamento di autorità"

I genitori chiedono un intervento da parte delle istituzioni per porre l'accento sulla questione: “Un paese che non investe nella cultura è un paese che ha perso in partenza. Se quanto richiesto, non avesse modo di essere, chiediamo almeno di tutelare il gruppo dei bambini più piccoli, formando lo stesso gruppo classe con la continuità didattica delle stesse maestre, anche in altro istituto scolastico”

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