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Cronaca Ordona

Infarto in atto, corsa contro il tempo per salvare 60enne non cardiopatico: "Così ce l'abbiamo fatta"

Grazie all'iniziativa della squadra (infermiere, soccorritore e autista) della postazione 118 di Borgo Incoronata, il paziente è passato direttamente dall’ambulanza alla sala operatoria, nel giro di una manciata di minuti

Una corsa contro il tempo per salvare la vita ad un 60enne, non cardiopatico, colpito da infarto. Grazie all’iniziativa della squadra - infermiere, soccorritore e autista - della postazione 118 di Borgo Incoronata, il paziente è passato direttamente dall’ambulanza alla sala operatoria, il tutto una manciata di minuti: ovvero, il tempo necessario a raggiungere il Policlinico di Foggia da Ordona, paese dal quale era partito l’alert di soccorso.

La richiesta di aiuto, partita dai familiari dell’uomo, riferiva di un dolore toracico persistente. Nulla lasciava presagire una situazione talmente grave da rendere necessaria l’attivazione del percorso di soccorso primario, con lo scopo di ricanalizzare il vaso ostruito nel più breve tempo possibile. L’elettrocardiogramma eseguito dagli operatori, infatti, rilevava un infarto in corso.

L’infermiere Pasquale Bosco, che ha sulle spalle 20 anni di esperienza nel settore dell’emergenza, ha compreso subito che il paziente non aveva molto tempo. Così, assumendosi la responsabilità della decisione, ha optato per il trasporto immediato verso il Policlinico. “Non c’era tempo per attendere l’arrivo di una ambulanza medicata”, racconta. “La situazione era diventata talmente critica che mi sono dovuto assumere la responsabilità di somministrare i farmaci e trasportare il paziente in unità coronarica”.

Tutto l’intervento, ovviamente, è stato gestito dalla centrale operativa, del 118, in collegamento costante con la cardioline dedicata, e con il prezioso coordinamento a bordo con il resto della squadra (il soccorritore Domenico Pugliese e l’autista Pasquale Buontempo). “E’ stata presa la decisione giusta: nel giro di 10 minuti il paziente era già in sala operatoria e il soccorso è andato bene perché in campo c’erano tre persone, non tre eroi ma tre professionisti nel loro lavoro", rivendica.

Non sono mancati i ringraziamenti pubblici da parte della moglie del paziente: “Devo ringraziare gli operatori della postazione di Borgo Incoronata”, ha spiegato la donna sui social: “Sono stati velocissimi e bravissimi che hanno capito subito cosa accadendo. Grazie”. Parole che gratificano gli operatori: "E’ la dimostrazione che, se gli anelli vengono chiusi l’uno con l’altro, la catena del soccorso funziona bene. Ed è merito di tutti”.

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