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Bambini in dad dalla tenda, disabili e una donna incinta sgomberati: l'incubo della palazzina pericolante non è finito

Dopo 10 giorni dall'ordinanza del sindaco di Foggia, le famiglie non hanno ancora una sistemazione. Vivono accampate davanti allo stabile inagibile. "Ci hanno buttato fuori in piena pandemia"

"I nostri figli subiscono un trauma dopo l'altro". I bambini del civico 1 della terza traversa di via San Severo seguono le lezioni in Dad dalla tenda, allestita davanti alla palazzina pericolante. "Non è dignitoso". Le mamme hanno il cuore in pena per quella didattica a distanza nell'emergenza abitativa.

Sotto quella stessa tenda passano le ore gli abitanti dello stabile fatiscente oggetto di un'ordinanza di sgombero immediato firmata dal sindaco di Foggia Franco Landella lo scorso 19 marzo che, contestualmente, ne ha vietato l'utilizzo per qualsiasi motivo. Quella stessa sera l'ordinanza è stata notificata alle famiglie dell'ex distretto militare.

Le famiglie si ritirano nelle unità immobiliari solo per riposare qualche ora. Non potrebbero proprio accedere alle loro case. Accendono il fuoco per riscaldarsi. Sono accampati anche una donna incinta, ormai prossima al parto, e un uomo senza un arto. Sono tre i disabili, una decina i bambini, dieci le famiglie

"Sono dieci giorni che stiamo così e nessuno ci è venuto a guardare in faccia. Ci hanno buttato fuori in piena pandemia, nell'emergenza", dice una delle donne che chiede solo un alloggio dignitoso. Per loro non c'è ancora una sistemazione. Vivono nella paura. Continuano ad avvertire scricchiolii. Per non parlare del terremoto del 27 marzo che li ha spaventati a morte. Va avanti così da un anno. Sotto il parapetto crollato sono sparite pure le transenne, portate via. L'area, attualmente, non è in sicurezza. E le mamme temono una tragedia per quel parapetto a pezzi che continua a mostrare segni di cedimento.

"Il Prefetto, su mio invito, ha sollecitato più volte la Regione per un tavolo tecnico con Arca Capitanata utilizzando la stessa procedura adottata per i container di via San Severo. Nonostante ciò, dalla Regione non è giunta ancora alcuna risposta", si limita a rispondere, interpellato, il sindaco Franco Landella, che non ha dato ulteriori spiegazioni rispetto all'ennesimo provvedimento di sgombero e al successivo censimento del 22 marzo scorso, iter che sembra ricalcare quello seguito per il campo.

È proprio alla Regione Puglia che le donne della terza traversa di via San Severo si rivolgono con un nuovo disperato appello: "Michele Emiliano si metta una mano sul cuore. Aiutate almeno le persone più fragili e i bambini".

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