Incinta occupa immobile comunale, passano 6 anni (e tre figli) e per Valentina arriva lo sgombero: "Che fine faremo?"

Il caso di Valentina, giovane mamma foggiana, che da 6 mesi vive - insieme al compagno e ai suoi tre figli - con la spada di Damocle dello sfratto sulla testa. Ultima chiamata il 16 febbraio, ma non ci sono alternative abitative

L'impianto sportivo 'Pantanella'

Ritrovarsi improvvisamente senza un tetto sulla testa, per alcuni, può essere una pena ricorrente. Quando questa possibilità si fa concreta e coinvolge, loro malgrado, tre bambini di età compresa tra i 6 e i 2 anni, diventa un vero e proprio incubo.

Ed è esattamente questa la condizione vissuta da Valentina, giovane mamma foggiana, che da 6 mesi vive - insieme al compagno e ai suoi tre bambini - con la spada di Damocle dello sfratto immediato sulla testa. Per ripercorrere la sua storia bisogna andare a ritroso nel tempo, fino al 2013: “Sei anni fa, io e il mio convivente ci trovammo nella situazione di dover occupare un immobile comunale dell’impianto sportivo ‘Pantanella’, a Foggia, perché non avevamo un impiego che ci permettesse di prendere in fitto un immobile e non potevo permettermi un lavoro, perché ero incinta del mio primo figlio, nato 3 mesi dopo”, spiega a FoggiaToday.

Così la coppia si sistemò nell’immobile comunale annesso all’impianto sportivo ‘Pantanella’, situato tra via Cavotta e viale Europa e, un anno dopo, fu citata dal Tribunale di Foggi per rispondere del reato di occupazione di suolo di proprietà comunale. “Ma in quell’udienza - continua Valentina - il giudice decise di assolvermi alla luce dello stato di necessità”. Passarono mesi e nel 2014 nacque il secondo figlio della coppia e nel 2017 il terzo. “A questo punto, il Comune di Foggia decise di assegnarmi la residenza e il domicilio, assicurandomi che, nel frattempo, avrebbero trovato una sistemazione regolare”.

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Tutto sembrava filare liscio, fino al 26 luglio dello scorso anno, quando la coppia si è vista recapitare una ordinanza di sgombero immediato: “Il Comune - spiega la donna - aveva autorizzato una bando di gara in materia sportiva che è stata vinta, senza però trovare una sistemazione alternativa per me e per i miei bambini che, dal 16 febbraio, resteranno per strada e senza una casa”. Lo sgombero immediato era stato disposto il 18 ottobre, poi è stata effettuata una proroga fino al 16 febbraio per cercare una sistemazione alternativa. Ma, a 10 giorni dall’ultima chiamata, Valentina e la sua famiglia non sanno a cosa andranno in contro.

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