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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca

Da Bari arriva l'alt ai commissari: nessun altro container per le famiglie degli immobili a rischio crollo

Niente moduli abitativi per le famiglie dell'ex distretto militare e della palazzina pericolante di via San Severo. Saranno vagliate tutte le possibili soluzioni alternative, compresi gli immobili pubblici dismessi

Non arriveranno altri container a Foggia. La soluzione alloggiativa ipotizzata dal Comune per le famiglie dell'ex distretto militare e della palazzina pericolante della terza traversa di via San Severo è stata esclusa, pare categoricamente, nel tavolo riunito d'urgenza oggi pomeriggio a Bari. Hanno partecipato alla riunione la commissaria Marilisa Magno, il segretario generale della presidenza della Regione Puglia Roberto Venneri e, da remoto, l'amministratore unico di Arca Capitanata Denny Pascarella.

La soluzione dei moduli abitativi non è in linea con la strategia di Regione e Arca che hanno avviato l'operazione Zero Container. A respingere per primo questa ipotesi è stato il presidente Michele Emiliano, contrario ai container e orientato a valutare tutte le opzioni alternative. Sulla stessa linea d'onda l'Agenzia regionale per la Casa e l'Abitare, che ce la sta mettendo tutta per smantellare i campi di lamiere in città, per quanto le procedure abbiano richiesto più tempo del previsto.

Si procederà ad una ricognizione degli alloggi che potranno rendersi disponibili e, in ultima analisi, si valuterà anche la possibilità di adibire immobili pubblici dismessi ad abitazioni, anche se provvisoriamente. Entro fine novembre potrebbero venir fuori almeno sette alloggi, tra cui tre acquistati di recente con i 3,5 milioni messi a disposizione dalla Regione Puglia contestualmente alla dichiarazione dello stato di emergenza per il campo container di via San Severo e tre in vico della Pietà. 

Chiaramente, le famiglie non saranno sgomberate fino a quando la verifica delle disponibilità non sarà completata. La decisione dei commissari agitava non solo gli abitanti dei due immobili a rischio di "crollo imminente", ma anche i baraccati del Campo degli Ulivi che avevano alzato le barricate, e i superstiti del campo di via San Severo ancora in attesa di una sistemazione.

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