San Severo: Cgil denuncia il tentativo di sfratto della Camera del Lavoro

L'amministrazione targata Savino potrebbe decidere per lo sfratto della storica sede simbolo di lotte antifasciste. L'appello della Cgil alla cittadinanza: "Destituite di fondamento le precedenti rassicurazioni"

L’amministrazione comunale di San Severo guidata dal sindaco Gianfranco Savino, a settembre potrebbe realmente decidere di non rinnovare il contratto di locazione della Camera del Lavoro di Piazza Allegato. In una nota a mezzo stampa la Cgil esprime preoccupazione e rammarico per una decisione che cancellerebbe il simbolo delle lotte antifasciste e sociali della città foggiana.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della Cgil:

"Le preoccupazioni più volte sollevate dalla Cgil circa il futuro della storica Camera del Lavoro di piazza Allegato trovano oggi conferma nelle parole dei vertici dell’amministrazione di Palazzo Celestini, che non intende rinnovare il contratto di locazione, di fatto sfrattando, dopo oltre 60 anni di ininterrotta presenza,  la Cgil da quello che è un luogo simbolo delle lotte antifasciste e sociali della San Severo democratica. Valori ai quali evidentemente è estranea la giunta guidata dal sindaco Savino.

Non un edificio qualunque ma un palazzo simbolo dell’intera comunità cittadina – ha scritto circa un mese fa in una nota di solidarietà alla Cgil sanseverese Baldina Di Vittorio – lì dove si è discusso, programmato e costruito il riscatto sociale di tanti lavoratori fino ad allora sfruttati.

Erano quindi destituite di fondamento le rassicurazioni espresse in più circostanze dal sindaco circa la volontà di andare al rinnovo del contratto di locazione. Rassicurazioni che suonano oggi come una beffa nei confronti  non solo di  una grande e storica organizzazione come la CGIL, ma di tutti quei cittadini e di quelle forze politiche che, con appelli e tentativi di mediazione, hanno cercato di ricondurre al buon senso la giunta comunale.

A nulla è valso il progetto della Cgil che intendeva e intende destinare una parte cospicua degli spazi della Camera del lavoro a usi più consoni alla storia del palazzo e di pubblico interesse, non certo per allocarvi attività commerciali. E non regge la spiegazione data dall’amministrazione, cioè quella di recuperare risorse per il bilancio comunale: la Cgil ha sempre pagato il canone di fitto, e ci chiediamo se una severa ricognizione è stata invece fatta sugli immobili di proprietà del Comune dati a fitti stracciati ad attività che hanno invece fini di lucro.

Quello della giunta di San Severo è un atto ideologico, insensato, ingiustificato, che offende la storia della comunità cittadina. Forse anche un atto di ritorsione contro un sindacato che in assoluta libertà non ha mai risparmiato critiche all’operato di un governo cittadino che poco sta facendo per lo sviluppo economico e sociale della città.

Ancora una volta chiameremo tutti i cittadini a far sentire la propria voce a sostegno e difesa della Camera del Lavoro di San Severo in Piazza Allegato, riservandoci di valutare anche quali tutele attivare per via giudiziale".

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