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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Sesso in Tribunale, manifesti choc contro il giudice. Il Csm lo trasferisce: "Non può esercitare a Foggia"

Ieri la I Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato il trasferimento d'ufficio del dott. Francesco Murgo

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato il trasferimento d'ufficio di Francesco Murgo, attualmente giudice del tribunale di Foggia, per incompatibilità con ogni funzione giudiziaria nel circondario di Foggia. Nella seduta di ieri pomeriggio la I Commissione ha ritenuto che per il complesso degli elementi probatori acquisiti, "Murgo non possa esercitare, in piena indipendenza ed imparzialità, le funzioni giudiziarie nella sola sede di Foggia".

Le valutazioni della I Commissione

Nelle valutazioni della I Commissione viene evidenziato che "la scoperta delle plurime relazioni sentimentali intrattenute anche all’interno dell'ufficio giudiziario con professioniste da lui nominate come ausiliari del giudice nelle procedure concorsuali, ha generato una compromissione della credibilità dell’interessato sul territorio".

A pesare sulla decisione del Csm anche la risonanza del fatto determinaa "dall'affissione del manifesto; dalla pubblicazione di articoli di stampa; dall’interrogazione parlamentare; dalla pendenza di un procedimento penale che ha comportato anche una perquisizione e sequestro della Guardia di Finanza nella cancelleria civile; dall'esame degli elementi istruttori raccolti anche da parte del Consiglio giudiziario in sede di valutazione di professionalità".

Secondo la I commissione, "in presenza di tali situazione di fatto si è ingenerata certamente tra i colleghi e nella collettività, la convinzione che il dott. Murgo ha abusato del suo ruolo in quanto avrebbe dovuto astenersi nei procedimenti che interessavano queste professioniste, circostanza questa che è sicuramente idonea a compromettere l’immagine del magistrato e la possibilità per lo stesso di svolgere le funzioni in assoluta serenità nella sede di appartenenza. Le reiterate e deliberate omesse astensioni, in disparte ogni profilo disciplinare, hanno determinato un appannamento della credibilità del magistrato nell’esercizio delle funzioni e difficoltà nei rapporti con il presidente di sezione". 

Secondo il Csm "non può che essere appannata, nei rapporti con l’avvocatura e soprattutto con i colleghi di collegio, la credibilità di un giudice che ha in essere, e non le dichiara, diverse relazioni con professioniste che gestiscono procedure fallimentari in corso: e tale perdita di credibilità si riflette in negativo, quanto meno nella percezione sociale, sull’esercizio indipendente ed imparziale della funzione di giudice fallimentare, specie in un Tribunale di piccole dimensioni".

E ancora, "....le decisioni che è chiamato ad assumere nei singoli procedimenti trattati potrebbero essere percepiti, dai colleghi, dai professionisti, dal personale amministrativo ma soprattutto dalle parti direttamente interessate, come reattivi rispetto alla situazione venutasi a determinare e non esclusivamente come il frutto di una valutazione indipendente dei fatti, scevra da condizionamenti esterni. Eguale profilo di serio appannamento all’esercizio imparziale della giurisdizione deriva dai rapporti non sereni con i colleghi che hanno parlato di senso di disagio e di perdita di fiducia e che si vedono costretti ad aspettare che il collega non componga il collegio per trattare procedimenti in cui è curatrice una delle professioniste amica del dott. Murgo".

Nella parte delle valutazioni che anticipano la decisione, si legge anche che "la mancata segnalazione dell’esistenza di rapporti sentimentali è situazione in sé lesiva della credibilità della pubblica funzione, idonea a compromettere, indipendentemente da qualsiasi profilo di rimproverabilità, la percezione ab externo della serenità, imparzialità e indipendenza nella attività dell’ufficio, il quale per di più è di piccole dimensioni, con manifesto, dunque, aggravio della eco che la situazione ha ingenerato in danno della credibilità e attendibilità della funzione giudiziaria: bene di appartenenza generale la cui disponibilità non è data alla persona del magistrato".

L'esposto e le rivelazioni

Il procedimento trae origine da un esposto inviato al Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Lecce, al Procuratore della Cassazione e pervenuto al Consiglio Superiore della Magistratura il 25 agosto 2020, nel quale l’esponente si duole di presunti abusi di ufficio e favoritismi operati dal dott. Francesco Murgo, giudice del Tribunale di Foggia, nell’esercizio delle funzioni di giudice fallimentare. Il denunciante e la moglie, proprietari di una farmacia dichiarata fallita dal Tribunale di Foggia, assumono che nel corso del tempo hanno presentato denunce contro i giudici assegnati alla sezione fallimentare di tale Tribunale e che, a seguito di uno di tali esposti, la Procura di Lecce ha disposto intercettazioni dalle quali era emersa l’esistenza di rapporti sentimentali tra il dott. Murgo e alcune professioniste da lui nominate curatrici delle procedure concorsuali, alcune delle quali avrebbero dichiarato di aver avuto rapporti sentimentali occasionali o stabili con il magistrato.

Gli esposti e la relazione

Il 28 aprile il Presidente vicario del Tribunale di Foggia ha trasmesso al Consiglio Superiore della Magistratura e al Presidente della Corte di Appello l’esposto presentato dall’avvocato Rabasco e quello dell’avv. Dell’Orco, curatore del fallimento della farmacia della moglie del denunciante, e la relazione svolta su tali fatti dal presidente della terza sezione civile del Tribunale di Foggia, dott.ssa Modarelli. Nella nota di trasmissione rappresentava che l’aspra conflittualità denunciata dagli esponenti “sembra idonea a minare, ancorchè incolpevolmente, la indipendenza, l’imparzialità del dott. Murgo” e di avere, per tali ragioni, proposto al magistrato di cambiare sezione ma che tale opportunità era stata da quest’ultimo rifiutata”. Nella relazione redatta dalla dott.ssa Modarelli, del 27 aprile 2021, veniva descritta una situazione di inimicizia tra i professionisti e il magistrato che destava serie preoccupazioni in ordine al sereno svolgimento delle numerose procedure in cui i professionisti rivestivano la qualità di curatori o coadiutori.

Il procedimento e le audizioni

Nella seduta del 10 giugno 2021 la Prima Commissione deliberava, pertanto, di aprire nei confronti del dott. Francesco Murgo, Giudice del tribunale di Foggia, procedimento ex art. 2 del regio decreto n. 511/1946. La Prima Commissione ha, pertanto, disposto di compiere attività istruttoria. Nella seduta del 20 luglio 2021 ha audito il Presidente della terza sezione civile, dott.ssa Modarelli, che ha riferito che rispetto a quanto da lei rappresentato con la nota del 27 aprile 2021 la situazione non era mutata e, anzi, le sue interlocuzioni con il dott. Murgo erano ormai limitate a questioni strettamente lavorative; tale situazione di “freddezza” si era acuita a seguito della opposizione, manifestata da lei e dalla collega di collegio, a una nomina proposta dal dott. Murgo per una curatrice, “opposizione fondata su “voci” in merito all’esistenza di una relazione sentimentale tra la professionista e il dott. Murgo”. “Pur essendo successivamente emerso che il sospetto era infondato ha riferito che, purtroppo, in tutte le occasioni in cui il dott. Murgo propone un curatore di sesso femminile al Collegio, lei e la collega si sentono in uno stato di grande imbarazzo”.

L'audizione di Murgo

In data 14 settembre 2021 la Prima Commissione procedeva all’audizione del dott. Murgo il quale, "nell’ammettere l’esistenza delle intercorse relazioni sentimentali, affermava di non aver mai percepito una situazione di disagio o malfunzionamento in ufficio.  “Si dice l’imbarazzo di nominare certi curatori”, ma i curatori o li si nomina o non li si nomina per motivi di legalità, di opportunità. Mi sembra che sia un procedimento nato da qualcosa di diverso, dall’insofferenza soggettiva del Presidente di sezione, non so a che cosa, a certe persone. Poi penso che se un magistrato si comporta correttamente e ci sono dei sentito dire debba essere anche difeso se l’operato si riconosce corretto e comunque non ha creato disfunzione. Non vorrei peccare di immodestia, però penso che l’ufficio fallimentare, dove lavoro da otto anni, funziona anche grazie a me. Non vorrei dire che la collega si rivolge spesso a me per suggerimenti, per consigli, per confronti, però l’ufficio fallimentare direi che va avanti anche grazie a me”. In quella occasione Murgo ha ricondotto la sussistenza della criticità a un rapporto difficile con il Presidente di sezione la quale è “molto emotiva che quando succede qualcosa trasmette ansia, emotività e poi è imprevedibile, non ti rassicura, non ti dà modo di organizzare, di programmare una condotta a livello generale di sezione”.

Murgo è stato audito anche il 18 settembre 2021. In quella circostanza avrebbe ribadito che il suo comportamento è sempre stato improntato a imparzialità e correttezza”.

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