Cronaca

Rimuovono 200 lastre di eternit da un capannone, ma non avevano autorizzazioni e protezioni: denunciate due persone

Accade a San Severo, dove gli agenti di polizia locale hanno denunciato due persone, tra cui l’esecutore materiale della rimozione

Immagine di repertorio

Rimuovono lastre di eternit senza autorizzazione, scatta il sequestro penale di circa 200 lastre di tipo 'ondulino' e due denunce. Accade a San Severo, degli a seguito di controlli di polizia ambientale, gli agenti di polizia locale sono intervenuti in un'area privata, accertando dei lavori di rimozione di lastre in cemento tipo ondulino in presunto eternit da un capannone artigianale.

Nel corso del sopralluogo, eseguito con la collaborazione del personale Spesal dell'Asl, sono state rinvenute 170 lastre in cemento tipo ondulino di un metro per due, e 40 colmi per tetto in materiale presunto eternit depositate a terra senza protezione.

Il materiale rinvenuto era stato appena rimosso dalla copertura a tetto di un capannone di circa 500 mq, nell'area privata oggetto dei controlli. Sul posto, unitamente al personale Asl, è stato accertato che i lavori di rimozione del suddetto materiale erano stati eseguiti senza alcuna analisi preliminare e in assenza di autorizzazione e/o piano di lavoro e smaltimento del materiale.

Dal controllo è emerso, altresì, che l'esecutore materiale dei lavori di rimozione operava in assenza dell'iscrizione all'albo nazionale gestori ambientali, non aveva predisposto il piano di lavoro a norma di legge e non aveva adottato accorgimenti e dispositivi atti a tutelare l'incolumità propria e dell'ambiente circostante.

Le lastre di eternit, infatti, erano state depositate in maniera incontrollata ed era stato omesso il rispetto delle norme tecniche che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in violazione all'art.256 del d. lgs. 152/06.

Pertanto, in relazione a quanto accertato, gli agenti della Polizia Locale hanno proceduto al sequestro penale delle 170 lastre in cemento e dei 40 colmi rinvenuti depositati sul piazzale e pronti per probabili destinazioni finali di dubbia liceità.

Due persone, tra cui l'esecutore materiale della rimozione, sono state deferite all'Autorità Giudiziaria. Sono in corso le indagini per certificare la pericolosità del materiale oggetto di sequestro penale.

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