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Immagine di repertorio

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Stretta sugli abusivi, la Municipale fa sul serio: maxi sequestro di ortofrutta

Sequestrata merce per oltre 5 quintali, tutti di provenienza non tracciabile. I controlli sono stati effettuati nelle zone di viale Europa/via Postiglione, piazza Giovanni XXIII e infine in via Manfredi

Stop abusivismo commerciale. La polizia municipale di Foggia fa sul serio e questa mattina ha proceduto al sequestro di cinque quintali di prodotti ortofrutticoli. Nella giornata di ieri, gli agenti hanno operato sequestri di merce per un ammontare complessivo di circa quintali, tutti distrutti in quanto di provenienza non tracciabile. L’importante sequestro è stato il frutto dei controlli operati nei confronti delle postazioni di vendita abusiva collocate in viale Europa/via Postiglione ed in piazza Giovanni XXIII. Le operazioni hanno poi interessato anche postazioni in via Manfredi (nelle adiacenze del supermercato “La Prima”), dove è stato elevato un verbale per inosservanza delle prescrizioni relative alla cosiddetta “licenza itinerante”, dunque afferenti l’orario di vendita, via Loffredo, via Normanno e via Fraticelli.

Spiega il sindaco di Foggia: “Si tratta di interventi che si aggiungono a quelli disposti ed realizzati nei giorni scorsi, a dimostrazione di un’attenzione che resta alta da parte dell’Amministrazione comunale. Un’attività che abbiamo inteso intensificare anche alla luce delle azioni poste in essere dalle forze dell’ordine su mandato della Procura, in quella logica di collaborazione e sinergia operativa utile e fondamentale a combattere con maggiore efficacia questo fenomeno”.

Dello stesso avviso anceh l’assessore alle Attività Economiche e alla Polizia Municipale, Claudio Amorese: “Si tratta di un lavoro che proseguirà con ancor maggiore vigore per difendere ed affermare i principi di legalità in questo settore, soprattutto alla luce della discussione che il Consiglio comunale sarà chiamato a svolgere con riferimento all’individuazione delle nuove aree mercatali, all’interno delle quali dovranno trovare posto, all’esito di regolari bandi, coloro i quali intendano esercitare la vendita di prodotti ortofrutticoli. Il nostro rammarico è quello di non aver potuto donare la merce sequestrata in questa circostanza, così come accaduto in passato, alla Caritas per via della dubbia tracciabilità dei prodotti”.

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