Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Marijuana a perdita d'occhio: la GdF sequestra piantagione del valore di 2,5 milioni di euro

E' quanto scoperto in agro di Trinitapoli. La coltivazione, a fioritura completa, avrebbe prodotto circa 3 quintali di stupefacente, dal quale ricavare 250.000 singole dosi da destinare alle piazze dello spaccio di Capitanata e Bat

Una piantagione di marijuana a perdita d'occhio. Oltre 1700 piante di canapa, di varia altezza, messe a dimora su un appezzamento di circa un ettaro, in agro di Trinitapoli. E' quanto scoperto dagli uomini della Guardia di Finanza di Margherita di Savoia, all’esito di una mirata e scrupolosa attività di intelligence finalizzata alla repressione del fenomeno della coltivazione non autorizzata di canapa indiana.

La coltivazione era per gran parte pronta per essere sottoposte alla successiva fase di essiccazione. Al momento del blitz delle Fiamme Gialle sono state sorprese quattro persone intente a coltivare e raccogliere alcune delle piante. I quattro soggetti, tra cui due cittadini italiani, un albanese ed un venezuelano, sono stati tratti in arresto in flagranza di reato ed associati alla Casa Circondariale di Trani a disposizione dell’A.G., mentre un ulteriore complice di nazionalità albanese è stato denunciato a piede libero. Gli arresti sono stati immediatamente convalidati dalla stessa Autorità Giudiziaria tranese. Sul fondo rustico allestito per la coltivazione è stata rilevata la presenza di un impianto di irrigazione autonomo, alimentato da motopompa a benzina, nonchè di un ingegnoso sistema di sorveglianza per il controllo a distanza di eventuali intrusioni, costituito da una foto-trappola a batteria posizionata sui rami di un albero. 

L’Autorità Giudiziaria ha inoltre disposto, previa opportuna campionatura, l’estirpazione delle piante di canapa indiana e l’immediata distruzione delle medesime. L’intera piantagione, a fioritura completa, avrebbe prodotto circa 3 quintali di marijuana essiccata, da cui poter ricavare 250.000 singole dosi da destinare allo spaccio. Lo stupefacente, una volta essiccato ed immesso sul mercato, avrebbe consentito un profitto pari ad almeno 2,5 milioni di euro. Un duro colpo inferto dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Margherita di Savoia a quella che rappresenta, ad oggi, una delle più fruttifere forme di business della criminalità pugliese.

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