Cronaca

"Coloravano" le olive con clorofilla e solfato di rame: beccati 18 produttori fraudolenti

Scoperti 18 produttori fraudolenti in Puglia. Sequestri anche in provincia di Foggia, a San Giovanni Rotondo e Lucera

Il blitz del Corpo Forestale dello Stato

Olive dolci da tavola artificialmente “colorate”, e per questo pericolose per la salute. Maxi blitz degli uomini della Forestale, in Puglia, che hanno scoperto e denunciato 18 imprenditori, nell’ambito dell’operazione diretta dal comando regionale per la Puglia e dal coordinamento territoriale per l’Ambiente di Altamura-Parco Nazionale dell’Alta Murgia. I presunti responsabili dovranno rispondere di commercio di sostanze alimentari nocive e produzione di alimenti con aggiunta di additivi chimici non autorizzati dalla legge. La colorazione, con il fine di nascondere i difetti delle olive, avveniva utilizzando sia la clorofilla ramata sostanza alimentare classificata dalla UE come colorante E141, procedimento vietato dalla legislazione nazionale e da quella europea, sia il solfato di rame particolarmente nocivo alla salute umana.

In molte aziende è stata accertata la presenza e l’utilizzo del colorante clorofilla ramata nei locali di produzione, in altri casi è risultato fondamentale il campionamento delle olive effettuato dai forestali, analizzate dal laboratorio dell’ICQRF di Perugia. Così è scattato il sequestro di oltre 10mila chili di prodotto e del colorante vietato. Diciotto gli imprenditori denunciati per i titolari di diciotto titolari di aziende dislocate a San Ferdinando, Polignano a Mare, Bitetto, Bitritto, Bisceglie, Margherita di Savoia, Bari, Sannicandro di Bari, Modugno, Noicattaro, Andria, San Giovanni Rotondo, Cassano delle Murge e Lucera.

IL VIDEO DELLE OLIVE SEQUESTRATE

“Il metodo di lavorazione principale per le olive dolci da tavola, il Castelvetrano prevede l’utilizzo di soda caustica che permette la "deamarizzazione" del frutto, da cui deriva il nome "dolce", spiega il coordinatore dell’attività di indagine, Giuliano Palomba del Corpo Forestale dello Stato. "Ma durante la lavorazione il loro color verde tende a sfumare verso il giallo e questo fa emergere le macchie e i difetti delle stesse olive. L’ingannevole l’utilizzo della clorofilla ramata E141 e del solfato di rame, con la conseguente colorazione verde brillante delle olive, ha il fine di mascherare tali difetti di qualità.”

L’attività si inserisce in un programma nazionale di controllo delle olive da tavola, effettuato dal Corpo Forestale dello Stato, dal mese ottobre 2015 sino a gennaio 2016, che per il territorio pugliese ha comportato il controllo di oltre 50 aziende, la denuncia di 23 imprenditori, il sequestro di oltre 5500 quintali di olive sequestrate e le sanzioni amministrative di oltre 10.000 euro.

Oltre agli illeciti riferiti alla colorazione delle olive, sono stati riscontrati violazioni che riguardano il falso “made in Italy” (olive spagnole e greche come vendute come olive pugliesi), il falso “Nocellara del Belice IGP” e la cattiva conservazione delle stesse, con la conseguenza contestazione dei reati di frode nell’esercizio del commercio, di contraffazione di indicazioni geografiche e di cattivo stato di conservazione degli alimenti.

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