Cronaca

Rappresentante foggiano di una società nei guai: vendute migliaia di mascherine "pericolose per la salute pubblica"

I dpi erano immessi nel mercato online e proposti sugli scaffali di più esercizi, distribuiti da una società napoletana che si occupa di confezionare vestiti di carnevale (riconvertita). Sequestrati 125.000 pezzi (di cui 17.000 per bambini)

Immagine di repertorio

Mascherine "pericolose per la salute pubblica" vendute online ma anche in farmacie, supermercati ed altri esercizi ed acquistate da commercianti e studi professionali, anche dentistici, da utilizzare come presidi di protezione individuale senza però garantire la tutela di chi le indossava.

E' quanto trattato e commercializzato da una società del Napoletano, il cui rappresentante è un 53enne di Foggia, che nella normalità tratta abiti per il carnevale e che durante la pandemia si è riconvertita nella vendita di dispositivi di protezione individuale. La magagna è stata scoperta all'esito dell'operazione 'Polish Masks' della guardia di finanza di Catanzaro, che ha portato al sequestro di 125mila mascherine prodotte in Cina delle quali 17mila per bambini.

Ignari del fatto che fossero sprovviste dei requisiti di sicurezza richiesti dalla normativa vigente, sono diversi i rivenditori che le hanno acquistate attraverso un rappresentante rintracciato dai militari della tenenza di Soverato a seguito delle indagini coordinate dalla procura di Catanzaro che hanno permesso di ricostruire l'intera filiera. Immesse nel mercato online e proposte sugli scaffali di più esercizi del Comune di Soverato, erano distribuite da una società del napoletano che si occupa di confezionare vestiti di carnevale. 

L'azienda durante la pandemia ha dirottato il suo core business nella vendita dei dispositivi di protezione individuale, nonostante la totale assenza di attestati di conformità agli standard sanitari imposti. Il loro rappresentante nel contattare i clienti presentava infatti certificati falsi rilasciati da un organismo polacco e recante un marchio 'Ce' contraffatto, apposto illegalmente prima della commercializzazione.

La rappresentante legale della società distributrice, una 47enne residente in provincia di Napoli ed il rappresentante, un 53enne residente in provincia di Foggia, sono stati denunciati in concorso per frode in commercio e contraffazione, oltre che del marchio 'Ce', anche di certificati pubblici. L'operazione ha visto il contributo di ben 114 reparti della guardia di finanza su tutto il territorio nazionale che hanno consentito di eliminare dal mercato le mascherine nocive che ancora non erano state vendute.

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