Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Scandalo ‘Flaconi d’oro’ all’Asl di Foggia: danno 1,9 milioni, sequestrati immobili

La Corte dei Conti contesta danno erariale di 1.850.000 ad un dirigente medico e 4 tra funzionari e impiegati amministrativi. Sequestrati 25 immobili per un valore complessivo di circa 900mila euro

Scandalo “Flaconi d’oro” all’Asl di Foggia, la Corte dei Conti contesta un danno erariale di oltre 1.850.000 euro e la Guardia di Finanza di Foggia, a conclusione dell’attività istruttoria, esegue il sequestro conservativo di 25 immobili intestati ai pubblici dipendenti destinatari del provvedimento, per un importo complessivo pari a circa 900mila euro. Il sequestro conservativo di beni immobili e di tutte le somme a qualunque titolo dovute dal Servizio sanitario nazionale e dagli enti previdenziali è stato emesso nei confronti di un dirigente medico - all’epoca dei fatti dirigente dell’U.O.C. Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Manfredonia - dell’allora dirigente dell’Area Gestione del Patrimonio dell’A.S.L. di Foggia e di tre funzionari e impiegati della medesima struttura.

Il provvedimento costituisce l’esito degli accertamenti in relazione alle gravi irregolarità nelle procedure delle gare d’appalto per la fornitura di materiale sanitario destinato ai presidi ospedalieri, scoperte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Foggia nell’ambito di precedenti indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia. In particolare, era emerso che dipendenti infedeli dell'Asl Foggia avevano fraudolentemente liquidato il pagamento di fatture per acquisti di prodotto disinfettante per sale operatorie, raggirando - attraverso collusioni e altri mezzi fraudolenti - le procedure negoziali previste in materia di appalto ed in assenza di autorizzazione alla spesa.

Così funzionari corrotti raggiravano procedure

Nello specifico, era emerso che - nonostante l’autorizzazione di spesa del prodotto riguardasse l’acquisto di soli 90 flaconi - erano state irregolarmente deliberate, dal 2009 al 2011, forniture per ulteriori 929 flaconi, per una spesa complessiva per l’Ente di 1.783.680 euro. Inoltre, ogni flacone (costituito da 5 litri di un disinfettante per sale operatorie) è risultato fatturato al prezzo smisurato di 1.920 euro (comprensivo di IVA) a fronte di un valore di commercializzazione da parte del fabbricante estero pari, all’epoca, a 48,53 sterline inglesi, ovvero circa 60 euro. Per falsificare l’attestazione di avvenuta ricezione della merce - al momento delle indagini ne era stata consegnata una quantità comunque non superiore a 800 flaconi - erano stati utilizzati timbri contraffatti delle unità ospedaliere ed era stato perfino utilizzato un provvedimento che autorizzava il pagamento di spese telefoniche ad un noto gestore nazionale per effettuare l’acquisto di una fornitura di “copri scarpe” pagati 73.440 euro e effettivamente fornite solo per la metà.

La Procura Regionale ha ritenuto che le attività illecite sopra descritte abbiano prodotto un macroscopico vantaggio alle imprese colluse e causato un danno di dimensioni enormi alle casse erariali, quantificato nel dettaglio in 1.857.120 euro, sottolineando la “totale contravvenzione ai presupposti delle procedure standard per procedere a siffatti acquisti e l’assenza di qualsivoglia utilità del materiale fornito”. Il provvedimento ablativo notificato nei giorni scorsi, che ha riguardato, nei suoi effetti immediati, 25 immobili intestati ai pubblici dipendenti per un importo complessivo pari a 890.100,00 euro, consente di cautelare il Servizio sanitario regionale a fronte del depauperamento patrimoniale subito dalle condotte illecite dei suoi dipendenti, in attesa che la responsabilità erariale degli stessi sia definitivamente accertata.

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