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Lunedì, 4 Luglio 2022
Cronaca San Severo

Hashish nelle mura del carcere di San Severo: la penitenziaria intercetta lo stupefacente, era per un detenuto

E' successo questa mattina. Gli agenti di polizia hanno sequestrato due palline di hashish per complessivi 8 grammi. Non è il primo tentativo di introdurre droga nell'istituto di pena

Due palline di hashish sono state intercettate dagli agenti della polizia penitenziaria all’interno del muro di cinta del carcere di San Severo. L’attività è stata messa a segno questa mattina, nell’ambito del sistematico controllo dei reparti in prossimità degli spazi adibiti a passeggi.

Lo stupefacente – si tratta di 8 grammi complessivi – era certamente indirizzato ad un detenuto. A dare la notizia è il sindacato di polizia penitenziaria Sappe. “Il ritrovamento odierno fa il paio con un altro avvenuto nell’ultimo mese, e la dice sulla volontà dei detenuti ristretti all’interno del carcere di San Severo di rispettare le leggi ed i regolamenti che vietano l’introduzione di sostanze stupefacenti”, puntualizza il segretario nazionale Federico Pilagatti.

“Se i detenuti richiedono la droga dall’esterno che è vietata, come si può pensare che abbiano una vera volontà di mettere la testa a posto e tornare a far parte della società? Proprio per questo è frenetica l’attività che viene svolta dal personale di San Severo per risalire ai responsabili di tale azione, nonché a chi fosse destinata la sostanza stupefacente”.

La segreteria regionale del Sappe esprime “vivo compiacimento per questa ennesima operazione svolta dai poliziotti penitenziari in servizio a San Severo, tesa a prevenire l’introduzione di materiale proibito all’interno del carcere che, potrebbe avere poi conseguenze negative sulla cittadinanza come accaduto in altri penitenziari. E’ confortante e rassicurante per la comunità che dei lavoratori costretti a carichi di lavoro massacranti, non perdano la lucidità e la serenità necessaria per far fronte, con la dovuta professionalità, a tutte quelle situazioni che possono mettere in difficoltà o in pericolo la sicurezza del carcere”, aggiunge.

“Tale livello di preparazione e responsabilità raggiunta dai poliziotti penitenziari in servizio presso il carcere di San Severo, non può però bastare a rendere il penitenziario più sicuro, poiché le problematiche sono tante a partire dalla carenza dell’organico dei poliziotti che sono costretti a carichi di lavoro intenso con più posti di servizio da gestire, e che per la maggior parte non è neanche stabilizzato. Proprio per questo il Sappe invita i ministro della Giustizia ed i vertici del Dap a rivedere l’organico del carcere di San Severo”, conclude.

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