Cronaca Cerignola

Mala gestione dei rifiuti, sequestrata la discarica di Cerignola: c'è Metta tra i quattro denunciati

Denunciate quattro persone per aver gestito illecitamente rifiuti solidi urbani perché smaltiti nel lotto di discarica senza adeguata biostabilizzazione. Tra loro, anche il sindaco Franco Metta, in veste di presidente del Consorzio Bacino Fg/4

Presunta mala gestione dei rifiuti nella discarica comunale di Cerignola: il Noe di Bari sequestra l’impianto e denuncia quattro persone, tra cui il sindaco della città, Franco Metta, nella veste di presidente del Consorzio Bacino Fg/4. E’ quanto accaduto questa mattina, in località Forcone Cafiero, dove militari questo nucleo operativo ecologico, insieme ai colleghi della compagnia ofantina e ai tecnici Arpa Puglia, hanno proceduto al sequestro preventivo (ma con facoltà d’uso) del sito, un’area estesa su 17.000 mq, ben visibile anche dall’autostrada, del valore approssimativo di quaranta milioni di euro. Per i militari del Noe, al termine di una attività ispettiva d’iniziativa, all’interno della discarica non sarebbero rispettate le prescrizioni impartite dagli organi locali, relativi al trattamento della frazione umida dei rifiuti.

Campanello d’allarme per gli uomini del maggiore Angelo Colacicco, è stata la presenza ossessiva di volatili nella zona, segno tangibile di una cattiva gestione della parte umida del rifiuto. “Se non trattati o biostabilizzati - spiegano dal Comando Tutela Ambiente - i rifiuti generano biogas pericolosi sia per l’ambiente che per la salute dei lavoratori. Inoltre, se tali gas incontrano una sacca resistente che non ne permette la dispersione (comunque pericolosa per l’ambiente) possono causare, con l’aumento delle temperature, l’esplosione del cumulo di rifiuti”.

Per il fatto, sono stati denunciati il legale rappresentante dell’impianto di discarica, il direttore generale, il presidente del Consorzio Bacino Fg/4 (tra l’altro, sindaco di Cerignola) e il direttore tecnico, in concorso tra loro ed ognuno per quanto di competenza, per aver gestito illecitamente rifiuti solidi urbani perché’ smaltiti nel lotto di discarica senza adeguata biostabilizzazione. Le indagini sono state portate a termine grazie all’utilizzo di un drone in dotazione del Noe di Bari, che  - portato all’altezza di 200 mt - ha restituito video in altissima risoluzione che hanno cristallizzato i comportamenti contestati e che hanno portato al sequestro del sito.

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