Cerignola, Noe sequestra discarica e denuncia quattro persone. Sgarro: “Il futuro è nero”

Il Noe di Bari sequestra l’impianto e denuncia quattro persone, tra cui il sindaco della città, Franco Metta, nella veste di presidente del Consorzio Bacino Fg/4

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Il decisionismo che non decide. Una politica fatta di annunci e fumo. E i nodi vengono al pettine. Appresa la notizia del sequestro penale degli impianti gestiti da SIA, prevediamo già quale sarà la reazione del presidente del Consorzio e Sindaco di Cerignola, troverà il capro espiatorio di turno provando a sollevare la solita cortina fumogena. Questa volta, però, non può funzionare.

Trascorsi nove mesi di presidenza, era perfettamente a conoscenza di quali fossero i problemi e le priorità della società di gestione e degli impianti di Forcone Cafiero. Sa benissimo di un’AIA risalente a circa due anni fa che prevedeva l’adeguamento dell’impianto di biostabilizzazione. Sa benissimo di una gara conclusa per l’adeguamento dello stesso, di un ricorso al TAR che ad oggi non si è ancora pronunciato. La tutela dell’ambiente e della salute pubblica imponeva comunque di procedere in quanto beni degni di maggior tutela rispetto ad eventuali pronunce amministrative sfavorevoli.

In tutti questi mesi non una parola su quali modelli di raccolta si intendono realizzare, quali percentuali di raccolta differenziata si intendono raggiungere,  i tempi e le risorse necessarie. Se e quando si intende procedere alla realizzazione dell’impianto di compostaggio. Si tratta, è noto a tutti, di progetti e strategie già messe a punto dalla passata dirigenza. Non sappiamo se questa amministrazione, il Consorzio e i suoi dirigenti li ritengano validi e fattibili. Non sappiamo  nulla.

Intanto, oltre al sequestro dell’impianto di biostabilizzazione, è prossimo l’esaurimento definitivo della discarica di soccorso in attività. A quel punto, oltre ai maggiori costi per smaltire altrove si aggiungeranno quelli relativi al trattamento dei rifiuti che, sino all’adeguamento dell’impianto, non potrà essere effettuato per il totale delle quantità ora conferite. Costi che, ovviamente, graveranno per intero sui cittadini di Cerignola e degli altro otto Comuni dell’ex ATO FG/4.

Adesso arriva la denuncia al Sindaco e altre tre persone. Il futuro è nero. Sappiamo sin d’ora chi dovremmo ringraziare per un’emergenza che poteva essere tranquillamente evitata e che ci costerà moltissimo in termini ambientali e finanziari.

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