Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Manfredonia

Fanghi e schiuma, da un impianto di depurazione finivano in mare: denunciato gestore

Applicata la nuova normativa degli "Ecoreati". Il gestore dell'impianto denunciato per i reati di danneggiamento aggravato di acque e inquinamento ambientale

Depuratore non a norma, la Guardia Costiera applica la nuova normativa degli “Ecoreati”. Accade a Manfredonia, dove continua senza sosta, anche in materia ambientale, l’attività di vigilanza svolta dagli uomini della Capitaneria di Porto, impegnati su più fronti in tutta la provincia di Foggia, in particolar modo sul rispetto della normativa ambientale degli impianti di depurazione pubblici e privati.

In questi giorni, infatti i militari del Nucleo di Polizia Giudiziaria della Guardia Costiera, a seguito dei più controlli effettuati in contraddittorio ad un impianto di depurazione di acque reflue urbane asservito all’abitato di un comune costiero, si sono accorti che nella stazione di clorazione all’interno delle cui vasche il liquido - che dovrebbe presentarsi separato dai fanghi - viene immesso nel corpo ricettore e scaricato nei corsi d’acqua confluendo, successivamente, in tratto di mare, già oggetto di divieto di balneazione, la superficie dello stesso presentava vistose particelle schiumose galleggianti di chiara matrice fangosa, che alla fine confluivano nello scarico finale.

Poiché alla luce della normativa in vigore i fanghi oggetto di depurazione vengono considerati alla stregua di rifiuti, gli stessi dovrebbero essere opportunamente smaltiti o destinati, dopo un processo di essiccamento, all’agricoltura. Nel caso in esame i militari, dopo vari sopralluoghi, hanno accertato tale condotta contra legem, e - in virtù anche della novella normativa introdotta il  22 maggio nelle disposizioni in materia di “Ecoreati” - hanno proceduto a deferire alla competente autorità giudiziaria il gestore dell’impianto stesso per i reati di danneggiamento aggravato di acque, oltre che di inquinamento ambientale, entrambe fattispecie delittuose rientranti nei “reati di pericolo”, la cui contestazione si circostanzia anche per la potenziale lesione del bene giuridico tutelato, come nel caso di specie corsi d’acqua e mare.

Si è provveduto ad informare l’Arpa Puglia-Dipartimento di Foggia per i controlli di propria competenza. Le attività di repressione in materia di tutela dell’ambiente marino, poste in essere dalla Capitaneria di Porto di Manfredonia, continuerà con uguale incisività, anche in previsione della corrente stagione estiva, atteso che la salubrità delle acque e la tutela dei cittadini da qualsivoglia forma di inquinamento rappresentando beni da preservare a qualunque costo.

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