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I datteri e i ricci di mare sequestrati

I datteri e i ricci di mare sequestrati

Polstrada intercetta auto tra Vieste e Mattinata, trasportavano datteri e ricci di mare: sequestrati

In due diverse operazioni: sequestrati venti chili di ricci di mare vicino ‘Baia dei Campi’ e quattro chili di datteri nei pressi della galleria Monte Saraceno

Gli agenti della sottosezione della Polizia Stradale di Vieste hanno inferto l’ennesimo colpo al traffico illecito di prodotti ittici protetti. Avendo notizia di un probabile passaggio di mezzi carichi di quella merce, gli operatori hanno effettuato un capillare controllo del territorio nella tratta garganica compresa tra i centri cittadini di Vieste, Mattinata e Manfredonia.

La notte del 25 aprile, in agro di Vieste, zona ‘Baia dei Campi’, gli uomini in divisa hanno intercettato e bloccato un’autovettura all’interno della quale sono stati rinvenuti 350 ricci di mare per un peso complessivo di 20 kg. Il prodotto ittico è stato sottoposto a sequestro amministrativo, essendo vietata la pesca per un numero superiore a 50 unità.

Il veterinario responsabile territoriale dell’area ‘SIAV/B’ distretto di Manfredonia ne ha poi disposto la distruzione mediante rigetto in mare. Il conducente dell’auto, che non era in possesso di alcuna autorizzazione di pesca professionale è stato sanzionato per un importo di 4mila euro.

Due notti dopo, nei pressi della galleria di Monte Saraceno di Mattinata, gli stessi gli stessi agenti hanno proceduto al controllo di un’altra autovettura con due persone a bordo. All’interno del veicolo, adagiati in un retino in plastica, sono stati rinvenuti otto chili di datteri di mare (Litophaga litophaga), la cui pesca è tassativamente vietata dalla legge italiana dal 1998, da quella comunitaria dal 2006.

Per prelevare i datteri è necessario frantumare la roccia in cui il bivalve scava dei fori dove vive nascosto. Lo strato superficiale degli scogli sommersi, delle falesie degradanti nelle profondità del mare, viene distrutto a martellate o con  pinze marine o addirittura esplosivi, provocando una desertificazione delle scogliere sommerse.  In questo caso la distruzione di flora e fauna marina risulta essere ancora più grave, in quanto praticata all’interno di un Parco Nazionale protetto quale è quello del Gargano. Pertanto, si è proceduto al sequestro penale dei datteri e dell’attrezzatura utilizzata per rompere la roccia ed estrarre i molluschi.

I datteri sono stati inviati, su disposizione del veterinario, presso l’Istituto Zooprofilattico di Foggia per essere sottoposto a campionatura per una ricerca scientifica. Il conducente, che dichiarava di essere lui l’artefice della pesca subacquea vietata, è stato deferito all’A.G. per deturpamento di bellezze naturali (scogliera, costa e falesie marine) pesca e trasporto di specie ittiche protette.

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