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Foto di repertorio

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Polizze per 20 milioni, denaro contante, assegni e rolex: quello di Curci era "un vero e proprio pozzo di San Patrizio"

Carapelle, ieri il blitz della Guardia di Finanza nel sottotetto dell’abitazione dei suoceri dell’uomo, che però hanno detto di non sapere nulla

Denaro contante, assegni post datati e polizze assicurative per cifre milionarie. Il “tesoretto” scoperto e in parte sequestrato ieri dalla Guardia di Finanza, ai danni del commercialista e imprenditore Massimo Curci, ex vice-presidente del Foggia, si è rivelato molto più ricco di quanto sospettato.

“Un vero e proprio pozzo di San Patrizio”, commentano gli operatori che, nel sottotetto dell’abitazione dei suoceri dell’uomo (ai domiciliari da 7 mesi nella sua lussuosa villa di Carapelle, con l’accusa di auto riciclaggio nell’ambito dell’operazione “Security” della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano) hanno recuperato una decina di scatoloni, di quelli che in ogni soffitta contengono vecchie bomboniere e monili abbandonati. Qui, però, contenevano una fortuna. Innanzitutto polizze per 20milioni di euro, intestate al figlio, alla moglie, al fratello e all’anziana madre di Curci; poi denaro contante e assegni (un centinaio, tra circolari e post datati) per un valore complessivo di 4milioni di euro. A ‘rimpolpare’ il fortino, ci sono una decina di orologi Rolex, e altrettanti di marchi meno prestigiosi. Sequestrata materialmente un’auto, una Porsche Carrera decappottabile bianca, attribuita sempre al commercialista, difeso dall’avvocato Raul Pellegrini.

Respingono ogni attribuzione, invece, i suoceri dell’indagato, che si sono affidati al legale Michele Sodrio: hanno dichiarato di non sapere nulla di quel tesoro nascosto nel sottotetto della loro abitazione. Versione confermata, in un certo qual modo, dalle immagini delle telecamere della villa dei coniugi (acquisite dalla guardia di finanza), che riprenderebbero la moglie di Curci portare uno di questi scatoloni nella soffitta dei genitori. Per quanto emerso dalle perquisizioni - ordinate dalla Procura di Foggia nella villa del commercialista e nelle abitazioni dei suoi familiari più prossimi - Curci dovrà rispondere dell’ipotesi di reato di trasferimento fraudolento di valori. Secondo indiscrezioni  - bocche cucite da Procura e Fiamme Gialle - gli inquirenti starebbero cercando almeno altri 20milioni di euro, tra denaro e beni, che il commercialista sarebbe riuscito ad occultare. 

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