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Il sequestro a Baia di Calenella

Il sequestro a Baia di Calenella

Su Calenella il Parco mette i puntini sulle 'i': “Unici a dire no all’urbanizzazione”

Il Parco Nazionale del Gargano risponde a tono al WWF di Foggia, sottolineando il ruolo compiuto nelle indagini dei carabinieri che hanno portato al sequestro di un lido, dieci prefabbricati e banchi cucina

Il Parco del Gargano non ci sta e replica a muso duro all’ennesimo affondo “strumentale” sferzato dal WWF all’Ente di Stefano Pecorella, in merito all’urbanizzazione della Piana di Calenella: “Tra quelli interessati siamo stati gli unici ad esprimere il parere negativo. Decisione a seguito della quale il Comune di Vico del Gargano ha modificato il proprio piano urbanistico”.

Il Parco Nazionale del Gargano fa sapere che quanto alla denuncia del WWF e Centro Studi Naturalistici ricevuta nell’estate 2015 circa l’esecuzione di lavori di scavo e movimento terra in località Baia di Calenella, l’Ente la inoltrò immediatamente al CTA del Corpo Forestale dello Stato: “Quello che risulta strano, a questo punto, è che chi rimprovera al Parco un atteggiamento di immobilismo, nonostante sia dimostrato dagli atti tutto il contrario, è lo stesso ing. Matteo Orsino che, pur avendo ricoperto ruoli di grande responsabilità nel Comitato Tecnico del Parco, non ha mai segnalato, né sollecitato, l’emanazione di ordinanze di intervento nell’area oggetto della denuncia, né in altre aree”.

SCATTA IL SEQUESTRO A CALENELLA

L’ente con sede a Monte Sant’Angelo precisa: “E’ altresì doveroso sottolineare che da un punto di vista giuridico l’ordinanza di demolizione e rimessa in pristino è adottata dall’ufficio tecnico del Comune sul cui territorio viene realizzato l’abuso. Emettere una ulteriore ordinanza sarebbe, dunque, un eccesso di burocrazia inutile dal punto di vista procedimentale. Quanto alla circostanza relativa alla possibilità o meno di conoscenza dello stato dei procedimenti, relativi a violazioni edilizie, si ricorda che l'Ente Parco può esercitare le sue prerogative solo dopo una formale comunicazione dell'autorità giudiziaria. Così come è sempre stato fatto”.

Queste le parole del presidente Stefano Pecorella: “Per tutte queste ragioni ritengo che questa vicenda, conclusasi positivamente nei giorni scorsi e strumentalizzata da chi non vede che inutili occasioni per accusare il Parco, abbia fornito invece un importante assist per  rivolgere, ancora una volta, il plauso alla polizia giudiziaria per l’operazione compiuta. Quindi, ancora un'occasione, non per attribuirsi un “inesistente merito”, così come lo definisce il WWF, ma per manifestare l’orgoglio e la riconoscenza nei confronti di chi lotta per portare la legalità nel suo territorio. Momento ancor più propizio, alla luce dell’incendio doloso che ha distrutto il traghetto che porta i turisti da Vieste alle Isole Tremiti, per manifestare con forza la necessità di isolare la stupidità e l'ignoranza, terreni fertili per la crescita di tutti quei fenomeni di delinquenza che macchiano ed offendono la nostra splendida comunità”.

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